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mercoledì, 24 Luglio 2024

Car sharing, la mobilità sostenibile piace sempre di più

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Vanna Sedda
Perché possedere un’auto propria in città quando se ne possono condividere tante? È la domanda che nell’ultimo anno si sono posti circa 3,5 milioni di persone nel mondo, optando per una delle 70mila vetture messe a disposizione dai servizi di car sharing. Questa formula permette di utilizzare una macchina su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio, e pagando in base all’utilizzo fatto. Nel 2014 è cresciuta del 50% e si prevede che crescerà ancora entro la fine dell’anno, fino a raggiungere i 5 milioni di utenti.
Anche a Torino, città del glorioso passato della Fiat, un tempo cuore pulsante del settore automobilistico, il car sharing ha riscosso un gra successo. Il serivizio nel capoluogo piemontese è attivo dal 2002 con 114 vetture, compresi i veicoli commerciali ed entro la fine dell’anno è previsto un ulteriore ampliamento con servizio “free floating” che tanto è piaciuta ai milanesi, portando a 500 le auto in più in circolazione entro gennaio 2015. La formula free floating infatti, permette di parcheggiare liberamente l’auto entro l’area di copertura del servizio, senza necessariamente riportarla in appositi spazi delimitati.
Così, nel frattempo,vengono introdotti i primi modelli elettrici, a zero emissioni, a testimonianza del fatto che il car sharing funziona, non solo per le nostre tasche ma anche per la qualità dell’aria che respiriamo.
Un successo clamoroso per la mobilità sostenibile, come fa registrare l’ultima analisi condotta da “Frost & Sullivan”, che ha avuto il suo picco proprio in Italia, dove gli utenti sono cresciuti del 400% nel 2013, concentrandosi soprattutto a Milano. Sono infatti 108mila sui 130mila registrati in Italia le persone che in questa città hanno preferito l’utilizzo in comune del mezzo. Un boom derivante dall’introduzione dei primi car sharing con  Prima Car2go, poi Enjoy, infine l’ultima arrivata Twist, si sono conquistate il mercato, dimostrando che è possibile non possedere l’auto, ed è molto più conveniente condividerla con gli altri, senza pensieri di bollo, assicurazione, manutenzione e benzina.
Entusiasta ovviamente Martyn Briggs, responsabile della mobilità alla Frost & Sullivan «Le prospettive per il car sharing in Italia, quindi, non possono che essere positive poiché gli utenti sono attratti sia dal risparmio sul costo di un’auto privata, sia dalla convenienza dei parcheggi dedicati nelle aree urbane».

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