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sabato, 20 Luglio 2024

Autolavaggi: cresce il numero delle imprese, ma la crisi costringe molti al fai da te

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Nel triennio 2014 – 2016, il numero dei lavaggisti ha registrato un aumento significativo – un + 13% – che ha portato il settore dell’autolavaggio ad attestarsi tra quelli in maggiore crescita.
L’incremento del numero dei lavaggisti è iniziato a partire dal 2013, ma è dal 2014 al 2016 che si registra la crescita più importante delle aziende che hanno l’autolavaggio come attività principale.
Rispetto al 2014, in cui il numero delle imprese raggiungeva le 6.043 unità, il 2016 è stato protagonista di un boom di nuovi operatori dell’autolavaggio, con un 13,2% in più che si traduce in un totale di 6.845 imprese.
In termini regionali, il Lazio fa da padrone con ben 975 autolavaggi, seguito dalla Lombardia con 811, dalla Campania con 800 e dalla Sicilia con 780 imprese.
Con un giro di affari annuale di circa 2,2 miliardi di euro, l’industria dell’autolavaggio sta sicuramente attraversando una fase di evoluzione volta al rilancio del settore, con interventi di ammodernamento finalizzati a far fronte alla crisi e alla conseguente diminuzione della mobilità e del reddito degli italiani.
Oggi, in Italia, 3 automobilisti su 4 lavano la propria automobile presso un autolavaggio: sono circa 27,9 milioni i connazionali che scelgono di lavare la vettura 1,2 volte al mese, con un totale di circa 10 lavaggi annuali, con una riduzione dell’affluenza nei mesi invernali.
Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Autopromotec in collaborazione con Doxa Marketing Advice, il nostro Paese vanta un’eccellenza anche nella produzione di attrezzature e macchinari per l’autolavaggio, il 65% dei quali viene destinata all’esportazione. Il livello di innovazione tecnologica del segmento del car wash italiano è molto elevato, un aspetto che permette all’Italia di competere sui mercati internazionali con discreto successo.
Come spiega il presidente di Federlavaggi Claudio Andronico «la produzione italiana è particolarmente apprezzata per gli impianti con consumi di risorse idriche molto contenuti e dotati di sistemi di depurazione dei reflui che ne azzerano gli impatti ambientali ed anche per gli impianti di autolavaggio con produzione autonoma di una parte dell’energia utilizzata mediante pannelli solari termici o alimentati con il fotovoltaico».
La situazione è in netto miglioramento, specialmente considerando che, nel 2013, il 66% dei lavaggisti italiani aveva dichiarato un calo nel numero dei lavaggi rispetto all’anno precedente.
Con gli interventi di ammodernamento effettuati in questo ultimo triennio, circa il 48% degli impianti ha subito una sorta di rinascita con il conseguente miglioramento del business.
Sebbene anche in tempi di crisi gli automobilisti italiani sembrano non voler rinunciare alla cura della propria vettura, il calo dell’affluenza presso gli autolavaggi si è tradotto nel conseguenziale aumento dei lavaggi fai da te. Sconfitta la pigrizia, gli italiani si sono rimboccati le maniche, si sono armati di spugne e detersivi e hanno provveduto al lavaggio della macchina per conto proprio, contribuendo alla crescita del settore dei detersivi e dei saponi per auto. Per quanto riguarda l’acquisto dei detergenti per l’automobile e la casa, gli italiani prediligono il canale online, complice l’ampia gamma di prodotti disponibili e sempre più specifici. L’italiano non cerca infatti un prodotto multiuso utilizzabile su più superfici, ma predilige l’acquisto di detergenti e saponi specifici per l’azione che deve compiere. In quest’ottica, la possibilità di differenziazione vale molto di più del marchio o del negozio di fiducia. Tra gli e-retailer di prodotti per la pulizia dell’automobile, i portali che vendono detergenti con formulazioni innovative a prezzi di fabbrica riscuotono i maggiori consensi da parte dei consumatori, anche se privi di un brand conosciuto a livello di distribuzione di massa.

Quali aspetti inducono gli italiani ad acquistare questi prodotti in rete?

Gli italiani si sono finalmente abituati alla rete, internet non fa paura come in passato e la maggior parte dei consumatori dichiara di sentirsi tranquilla effettuando transazioni online, con solo il 43% che si ritiene preoccupato circa le modalità di utilizzo dei dati personali da parte dei siti web.
Tra i principali fattori che veicolano l’interesse degli italiani verso gli acquisti online vi sono: una maggiore differenziazione della merce, con prodotti specifici per ogni azione, le confezioni più pratiche e generose dei prodotti, che costituiscono anche un ingombro minore e possono essere facilmente riposte in casa. Tra i driver più importanti troviamo anche i costi spesso inferiori dei prodotti, la facilità di reperimento e la presenza di offerte e sconti sulla merce.
Tanta attenzione anche all’aspetto ecologico, con il 49% dei consumatori italiani che si orienta su confezioni ecofriendly e il 47% che predilige packaging realizzati con materiali di riciclo.

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