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sabato, 20 Luglio 2024

Aumentano i ricorsi al Tar del Piemonte. Prosperi: “Non possiamo rimediare noi a caos legislativo”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Negli ultimi anni crescono sempre di più i ricorsi al Tar del Piemonte. Quest’anno nel solo primo trimestre del 2022 sono già stati presentati 100 ricorsi in più rispetto al 2021, anno che aveva fatto segnare già una crescita del 3,81 per cento dei ricorsi totali depositati.

È quanto emerge dai dati forniti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar del Piemonte.
I ricorsi lo scorso anno sono stati in tutto 1.322, di cui 194 riguardano l’agricoltura, 160 l’edilizia e 109 gli appalti pubblici. In calo, seppur leggero, i ricorsi ultraquinquennali, passati da 173 del 2020 a 169 lo scorso anno. “Lo scorso anno – ha spiegato il presidente del Tar, Raffaele Prosperi – delle due sezioni solo la seconda ha tenuto tre udienze straordinarie di smaltimento dell’arretrato con la conseguenza del mancato raggiungimento dell’obiettivo del 10% indicati dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa”.
La pianta organica del Tar Piemonte è composta da 14 magistrati, a fronte degli otto in servizio, compresi i due presidenti. “La Giustizia amministrativa – ha osservato Prosperi – non può sopperire del tutto alle inefficienze della macchina amministrativa e non può considerarsi un vero rimedio dinanzi a una produzione legislativa caotica, usa a rinvii a precedenti disposizioni a loro volta di rinvio ed il giudice amministrativo non può considerarsi un rimedio sempre infallibile allorché le norme diventano veramente incomprensibili e questo anche nelle situazioni di emergenza come quelle dei tempi attuali. Una buona legislazione cosi come l’efficienza della macchina burocratica devono ritenersi il bene primario ed il ricorso alla Giustizia Amministrativa un rimedio che può essere fisiologico”.

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