16.6 C
Torino
lunedì, 15 Luglio 2024

Askoll di Castell'Alfero: la fabbrica non chiuderà a giugno, ma solo per 150 lavoratori

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Silvia Musso
L’accordo è stato preso nella notte tra giovedì e venerdì nella sede dell’Unione industriale di Asti, dopo una lunga giornata di trattative.
La fabbrica di Castell’Alfero che produce motori elettrici per lavatrici non chiuderà a giugno come avevano deciso i vertici aziendali, ma resterà aperta almeno fino alla primavera 2015. Una serie di strumenti e ammortizzatori sociali, infatti, posticiperà di circa un anno la decisione sul futuro dello stabilimento.
Non è quindi una vittoria definitiva, ma un rinvio. Ad essere interessati solo 150 degli oltre 200 lavoratori. I 70 dipendenti già in cassa integrazione che facevano parte del reparto delocalizzato in Slovacchia la scorsa estate dovranno comunque lasciare la fabbrica tra due mesi.
Secondo l’accordo, a maggio 2015 azienda e sindacati dovranno valutare nuovamente la situazione: se positiva i contratti solidarietà saranno prorogati di un anno; se negativa (con perdite uguali o superiori a 500 mila euro) «non vi saranno più le condizioni per la prosecuzione dell’attività aziendale e pertanto la Società potrà procedere alla sua cessazione e all’eventuale messa in liquidazione della medesima. In questo caso scatterà la cassa per cessazione (12 o 24 mesi) e successivamente gli addetti entreranno in mobilità».
Del documento di intesa si parlerà ai lavoratori oggi, lunedì, in assemblea, mentre il Ministero del Lavoro si è reso disponibile ad incontrare le parti giovedì prossimo, 17 aprile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano