La Fase 2 si sta avvicinando e con essa anche l’arrivo nei nostri smartphone dell’applicazione Immuni che servirà, secondo gli esperti, a contribuire con tempestività alla lotta contro il Coronavirus.
Molte le polemiche, relative alla privacy o su dove su i server che raccoglieranno i dati degli italiani, perché, va ricordato che Immuni fa il suo dovere se è installata da almeno il 60-70% della popolazione.
Servirà per tracciare i movimenti delle persone nella Fase 2 dell’emergenza, come detto. Scaricarla non sarà obbligatorio e si potrà farlo per i sistemi Android da Google Play, per iOS da Apple Store.
Immuni avrà una sezione che traccerà attraverso la tecnologia Bluetooth i contatti quotidiani, mentre una seconda sarà un vero e proprio diario clinico dove inserire lo stato di salute, ma soprattutto i sintomi compatibili con il Covid-19.
I dati verranno conservati all’interno del dispositivo dall’utente, che avrà un codice che “viaggerà” tra dispositivi vicini tramite il Bluetooth: infatti i dati e le informazioni restano in archivio, fin a quando non c’è la necessità di tracciare i movimenti, ovvero quando la persona risulta positiva al Coronavirus. Infatti chi è positivo potrà dare consenso all’utilizzo dei suoi dati, per tracciare tutti i contatti avuti nei giorni precedenti. Valutato il rischio di contagio gli utenti venuti a contatto riceveranno un messaggio per seguire il protocollo sanitario previsto.
Quindi chi ha scaricato Immuni sa da questo scambio dati di essere, nel malaugurato caso, di essere entrato in contatto con qualcuno positivo al Coronavirus e quindi deve rispettare la quarantena.
Come detto non è obbligatorio scaricare Immuni e non ci saranno sanzioni perché non la scarica.
Quando si potrà scaricare Immuni? A partire da maggio e per il momento solo in alcuni Regioni.
Paolo Bogliano