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giovedì, 1 Dicembre 2022

Al via il processo per Askatasuna, presidio No Tav avanti al tribunale 

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

E’ cominciato oggi il processo per l’inchiesta “Sovrano” che vede imputati 28 militanti e leader del centro sociale Askatasuna, di cui 16 con l’accusa di associazione a delinquere per diversi episodi tra Torino e la Valsusa in un’indagine che arretra fino al 2009. 

Davanti al tribunale di Torino No Tav e antagonisti si sono trovati per un presidio contro quello ceh definiscono “Un procedimento penale il cui unico obiettivo è quello di provare a silenziare il dissenso, svuotandolo e provando a ridurlo a mera delinquenza. Anni di intercettazioni telefoniche e ambientali per tentare di costruire un impianto accusatorio che per lo più fa riferimento alle tante iniziative di lotta che si sono svolte in Valsusa in questi anni; un tentativo di ridurre la ventennale esperienza del centro sociale Askatasuna che proprio lo scorso sabato sera ha dato dimostrazione del fatto che non solo “Askatasuna vuol dire libertà”, ma è anche un luogo che trova spazio nei cuori di tantissime persone e che in quei luoghi sono cresciute o che ancora oggi si ritrovano per realizzare quel futuro dignitoso che tutte e tutti meritiamo. Non esiste alcuna associazione a delinquere, lo ribadiamo una volta in più, esiste solo un’associazione a resistere” hanno affermato i manifestanti. 

Intanto la presidenza del Consiglio dei ministri e i ministeri della Difesa e dell’Interno si sono costituiti parte civile al processo. 


(Foto da Facebook)

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