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giovedì, 18 Luglio 2024

Al Sereno Regis: mass media e violenza sulle donne

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La violenza sulle donne nei centri d’aiuto, nei media, nella politica. Questi temi centrali dell’incontro svoltosi nella serata di lunedì 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro una piaga che, ancora oggi, è tutt’altro che eliminata.
Anche nella cosiddetta società civile. Davanti ad un pubblico vasto e partecipativo si sono alternati sette relatori, provenienti da mondi diversi, e moderati dal giornalista Rai Stefano Tallia: la sua collega del Tg3 Milena Boccadoro, l’assessore alle Pari Opportunità Ilda Curti, la docente universitaria di sociologia Franca Balsamo. E poi Ferdinanda Vigliani, femminista e cofondatrice del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di Torino, Marco Scarnera del Centro Studi Sereno Regis, l’attivista omosessuale Maria Cristina Torrazza e il counselor Domenico Matarozzo, che si occupa da anni degli uomini autori di violenza.
Come possono i mezzi d’informazione educare ad una cultura di rispetto verso le donne? In Italia, nonostante i nuovi mezzi di comunicazione, la televisione resta il canale principale e più pervasivo in cui il mondo entra nelle case delle persone. Naturale quindi che la domanda sia stata sviscerata da diversi punti di vista. «C’è bisogno di un diverso modo di vedere le cose, il ché significa prima di tutto un diverso linguaggio e una diversa sensibilità» ha sostenuto la Boccadoro, mentre la Curti ha sottolineato come «Enrico Letta ha fatto dichiarazioni altisonanti dichiarando guerra al problema, ma intanto molti centri antiviolenza sono stati chiusi. Su temi come questi la politica di solito rimane indietro rispetto alla società civile, ma c’è bisogno di maggior impegno a livello personale e legislativo. Anche in un’isola felice come Torino le zone d’ombra sono numerose».
Franca Balsamo ha ricordato come «la stragrande maggioranza di questi fatti avvenga all’interno delle mura domestiche o con persone con cui si ha una conoscenza intima» e non, come si tendenzialmente si crede «per strada: lo stupro per strada avviene, certo, ma in percentuali minime rispetto che in casa». Ferdinanda Vigliani, infine, ha ricordato che quando si parla di violenza non solo di quella sessuale si parla, ma «di qualsiasi episodio che comprenda soprusi e sopraffazione. E la cosa peggiore è che sono proprio le donne che la subiscono in modo più grave e per più tempo che finiscono per sentirsene dipendenti: si tratta di un circolo vizioso che va bloccato».

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