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giovedì, 18 Luglio 2024

Ahmadreza Djalali, la Sala Rossa appoggia l’appello di Amnesty International contro la pena di morte

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Giulia Zanotti

Il consiglio comunale di Torino a sostegno della drammatica vicenda di Ahmadreza Djalali, il docente e ricercatore iraniano residente in Svezia, ma arrestato il 25 aprile 2016 mentre era ritornato in patria, dove è tuttora prigioniero e condannato a morte.
Un ordine del giorno presentato dalle consigliere del Pd Chiara Foglietta e Maria Grazia Grippo impegna infatti sindaca e giunta a sottoscrivere, a nome della Città, l’appello di Amnesty International per l’annullamento della condanna a morte e la garanzia di un processo equo, in linea con il diritto internazionale, che non si concluda con la pena capitale, garantendo a Djalali, e agli altri accusati nel suo procedimento, l’accesso ad un avvocato di fiducia, promuovendo ogni azione utile a sensibilizzare la cittadinanza sul tema.
Infatti, arrestato dai servizi segreti senza mandato Djalali è sottoposto a pressioni perchè si dichiari colpevole di spionaggio ed è accusato di “atti ostili contro Dio”. Provato da un lungo sciopero della fame le sue condizioni di salute sono ultimamente peggiorate.
Nell’ordine del giorno si chiede anche che i documenti firmati dalla sindaca siano trasmesse «al Presidente del Parlamento Europeo, al Primo Ministro e all’Ufficio di Presidenza del Senato della Repubblica, affinché si facciano portavoce delle denunce in esso riportate».

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