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venerdì, 19 Luglio 2024

Affidi, Caucino diventa un caso: “Non accetto critiche da chi non ha figli”. La replica di Appendino

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Redazione
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Le parole dell’assessore regionale piemontese alle Politiche per la Famiglia Chiara Caucino, che si sta occupando della nuova legge sugli affidi, diventano un caso politico, al punto che il Partito Democratico addirittura chiede le sue dimissioni.

A scatenare l’ennesima polemica intorno alla Giunta Cirio alcuni passaggi del suo intervento, dove Caucino afferma: «Accetto qualunque critica, ma non da donne che non hanno figli. C’è chi parla e non è nemmeno madre, forse prima di parlare dovrebbe passare per quel sacro vincolo. Sono arrabbiata con chi non capisce che non strumentalizzo i bambini e che il mio interesse è tutelarli: lo faccio per mio figlio e per tutti i bambini. Perché i figli sono dei genitori e non dello Stato, al contrario di quanto credono alcune parti politiche».

Un intervento fatto durante un incontro organizzato dal Comitato Cittadini per i Diritti Umani contrario agli affidi, sulla legge “Allontanamento zero”, già approvato dalla giunta di centrodestra e che dovrà passare al vaglio del consiglio regionale. Una legge che prevede che il 40% degli oltre 55 milioni destinati all’infanzia vengano indirizzati dai servizi sociali alle famiglie. Un aiuto economico, dunque.

Il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle sabato è sceso in piazza per chiedere il ritiro della legge. Dopo l’esternazioni di Caucino il segretario Dem Paolo Furia ha chiesto le dimissioni dell’assessore, mentre il capogruppo Pd a Palazzo Lascaris, Domenico Ravetti, riferendosi alla sua consigliera Monica Canalis ha ricordato che nel gruppo c’è appunto una sola donna, che non ha figli e si sta battendo – parole di Ravetti – per tutelare i bambini che sarebbero vittime di situazioni terribili. Ravetti chiede se la Caucino, quando parla di donne che non hanno figli, si riferiva alla Canalis.

Marco Grimaldi, capogruppo di Luv, chiede che Cirio faccia pubblica ammenda, mentre la pentastellata Francesca Frediani battezza come «parole indegne» quelle dell’assessore.

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, tirata in ballo dalla Caucino sulla questione economica («Appendino era in piazza con la fascia tricolore per manifestare contro di me. Il vero problema è che in questi anni non ha trovato i soldi per implementare il sistema infanzia. Oggi è facile puntare il dito»), ricordando la volontà della giunta regionale di stanziare 9 milioni di euro per il 2020 e 12 milioni di euro per il 2021, replica così: «Inqualificabili le affermazioni dell’assessora leghista Chiara Caucino, sul ruolo della donna e sulla sacralità del vincolo genitoriale come mero fenomeno biologico. Inaccettabile poi il giudizio sui manifestanti di sabato scorso, definiti sciocchi o ignoranti. Se questi sono i presupposti da cui nascono le sue proposte di legge, si spiega la totale inconsistenza e dannosità del ddl “Affidamenti zero”. Il Presidente Cirio chieda – a tutela dell’onorabilità dell’istituzione che rappresenta – le scuse dell’assessora Caucino, e torni sui suoi passi sul disegno di legge in questione»,

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