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lunedì, 22 Luglio 2024

Accordo scuola lavoro tra Miur e Iren. Profumo: “Una grande opportunità”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo

È stato siglato un protocollo d’intesa tra Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e Iren. Una significativa novità, che apre concrete prospettive sull’obbligo di alternanza tra scuola e lavoro prevista dalla legge 107 2015.
Un documento innovativo, con una forte dose di sperimentazione didattica e professionale, che si distingue per essere immediatamente operativo e per le sua modalità. Il presidente di Iren, Francesco Profumo, ricordando i 219 giovani assunti lo scorso anno, ha sottolineato come «quella che ci offre la legge sull’alternanza è una grande opportunità, che spero tutte le aziende riescano a intendere e cogliere come tale. Per questo, più che di alternanza, mi piace parlare di alleanza scuola-lavoro». Il presidente del gruppo Iren ha evidenziato come l’inserimento e la crescita dei giovani sia fondamentale per competere con il mercato.
Nel dettaglio l’intesa prevede che per il primo anno gli studenti coinvolti nel progetto seguiranno un percorso di conoscenza dell’azienda, per poi entrare nel vivo del lavoro con due percorsi, uno più professionalizzante per istituti tecnici e professionali, uno maggiormente indirizzato all’orientamento per i licei.
Un accordo importante anche per il sindaco di Torino Piero Fassino «perché affronta due problemi del nostro sistema scolastico, la difficoltà di stabilire una relazione tra percorso di studi e accesso al mercato del lavoro e la questione delle competenze professionali e tecniche spesso sottovalutate».
Secondo il direttore generale del Miur (Ministero Istruzione Università e Ricerca) Fabrizio Manca «per la prima volta sigliamo un accordo direttamente con l’impresa che attiva i progetti che, altro elemento di novità, coinvolgeranno intere classi, una all’anno, che saranno seguite nel percorso di alternanza per tutto il triennio. Al termine, inoltre, due diplomati saranno selezionati dall’azienda e inseriti in un percorso di apprendistato professionalizzante professionalizzante».
Non sono mai mancate polemiche e critiche sul difficile rapporto tra scuola, lavoro e ricerca nel nostro paese ma questa intesa pare poter aprire a un approccio decisamente pragmatico. Insomma qualcosa si muove. Si tratta di iniziative che certo coinvolgono un numero limitato anche se significativo di studenti ma che può contribuire a migliorare sia le prospettive di tanti giovani che quelle delle imprese contribuendo anche a ridimensionare il fenomeno della fuga di cervelli.

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