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sabato, 13 Luglio 2024

25enne si suicida nel carcere delle Vallette

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Un altra vittima della disastrosa situazione delle carceri italiane. Un algerino si uccide nella notte nel carcere di Torino.
Sono le 4.30 quando viene ritrovato un corpo impiccato, ormai senza vita, nel blocco b della casa circondariale Lorusso-Cotugno nel quartiere delle Vallette. Gli agenti della polizia penitenziaria, i primi soccorritori, e gli operatori sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 25enne, detenuto per lesioni e resistenza all’arresto.
Un altro nome, quello del giovane nordafricano, che si aggiunge ai freddi dati che parlano di un aumento di suicidi dentro le mura carcerarie, risultate di politiche che non affrontano il dramma. Una piaga a cui la classe politica presta attenzione solo se dietro le sbarre ci finisce una persona con un cognome importante, come Giulia Ligresti, le cui sorti sono state prese “a cuore” dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri con una telefonata per “sensibilizzare il Dap.
«È il quarantatreesimo suicidio in carcere tra la popolazione detenuta dall’inizio dell’anno – sottolinea il segretario generale Leo Beneduci dell’Osapp, sindacato della polizia penitenziaria – Ed in generale è il 139esimo decesso da mettere in relazione all’attuale situazione del sistema penitenziario italiano, tenuto conto del recente suicidio anche di un assistente di polizia penitenziaria a Padova».
«Qualsiasi cosa voglia sostenere l’attuale politica – conclude Beneduci – a Torino, come sul restante territorio nazionale, resta un inferno a cui sono destinati uomini e donne, anche di polizia penitenziaria, tenuto conto che i detenuti continuano ad essere 21mila più del previsto e i poliziotti penitenziari ottomila in meno nell’organico».

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