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mercoledì, 24 Luglio 2024

Una "merda" costosissima

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Da oggi, per il mondo del calcio, anche gli escrementi hanno un valore. La parola “merda” infatti è stata quantificata con la modica cifra ci cinquemila euro che pure rappresentando una goccia nel mare del pallone-business sono pur sempre soldini. Li dovrà pagare la Juventus per decisione di un giudice sportivo il cui calvinismo lo fa apparire, francamente, come un alieno abitante in un altro pianeta e casualmente incaricato di comminare ammende e pene ai protagonisti e anche alle comparse ciascuna volta che è andato in scena lo spettacolo.
Se, infatti, lo stesso giudice vivesse sulla nostra madre Terra e avesse occasione di frequentare quotidianamente non solo gli stadi ma anche le scuole delle nostre città e paesi dovrebbe prendere atto che quella parola storicamente “cambronnesca” persino i bambini delle prime elementari la usano addirittura come intercalare. Non solo, la stragrande maggioranza la ritiene non una “parolaccia” ma un modo per esprimere rabbia o contrarietà. Insomma nel lessico studentesco, tramontato definitivamente lo stile da libro Cuore, esiste tutta una varietà di sinonimi non proprio in linea con il bon ton ottocentesco attraverso i quali le generazioni da sei a diciotto coloriscono loro discorsi.
Non è sicuramente una bella cosa, ma non si tratta neppure di un fenomeno casuale o volutamente provocatorio tale da essere punito mediaticamente dai falsi moralisti e praticamente da giudici puritani. Basta vedere, anzi sentire il vocabolario usato nei condomini delle nostre abitazioni, nelle strade della quotidiana guerra del tutti contro tutti, negli studi televisivi, nelle aule del nostro Parlamento e, non si stenta a crederlo, nelle nostre cucine o salotti. Riflettendoci sopra e recitando un minimo di mea culpa personale tutti quanti ci si renderà conto che quel “merda” da stadio potrebbe valere al massimo cinquanta centesimi e non cinquemila euro.
Che tempi, dirà qualcuno. Ma, suvvia. Tornate indietro e arrivate ai giorni in cui, cinquant’anni fa, andavate allo stadio mettete per un derby. Sentivate forse urlare “Boniperti birichino” piuttosto che “Ferrini birbante”? Io ho sempre sentito un sano “Toro di merda” o un altrettanto sano “Juve vaffanculo”. O no?
Marco Bernardini

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