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domenica, 21 Luglio 2024

Trump- Clinton: i dubbi sui sondaggi

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di Moreno D’Angelo

HIllary Clinton in vantaggio di 2,1 punti su Donald Trump. Dopo l’atteso primo confronto televisivo, seguito da 100 milioni di spettatori, i protagonisti affilano le lame in vista del prossimo duello.

Dal sempre più irruente candidato repubblicano ora ci si aspetta qualche “coupe de theatre” per risalire nei consensi. Questo magari ignorando i “freni” legati ai “consigli” dei suoi assistenti legali per “sparare ancora più forte”, come se non lo facesse già abbastanza, contro Clinton e Obama già accusati a tutto campo anche di aver aiutato l’Isis e portato gli Stati Uniti al declino.

Ma come stanno realmente le cose nei consensi? In realtà diversi esperti storgono il naso sulla validità di tanti sondaggi da cui comunque emerge una tendenza che favorirebbe la candidata democratica. Effettivamente si tratta di un margine di vantaggio più volte confermato ma si tratta di una percentuale ancora troppo bassa per rassicurare la vittoria della Clinton.

In realtà la vera grande incognita si nasconde in quella vasta e maggioritaria area di elettorato americano che quasi ormai fisiologicamente diserta le urne e che, visto il livello della partita in discussione, potrebbe decidere di sostenere il candidato che punta sull’orgoglio americano con toni forti e spesso sprezzanti promettendo meno stato, meno tasse e più sicurezza garantiti da muri e armamenti. Una percentuale misteriosa dell’elettorato medio e silenzioso che potrebbe essere fonti di sorprese.

E’ noto come sia scontato l’assoluto dominio democratico tra gli elettori di colore, ispanici e in città come New York o stati come la California. I giochi sembrerebbero fatti, con un sospiro di sollievo specie da parte delle diplomazie europee per un Trump tra l’altro gradito a Putin, ma in realtà la partita è ancora aperta e si aspettano ulteriori colpi di scena. A confondere ulteriormente il quadro emerge un quadro elettorale generalizzato in cui la maggioranza delle persone più che votare per scelta un candidato intende in primo luogo manifestare la sua avversione, paura e anche disgusto contro l’ex first lady o contro l’ululante magnate di New York.

Tornando al tema dei sondaggi sono in molti a metterne in dubbio la loro affidabilità considerando i diversi parametri da prendere in considerazione e l’ampiezza e la caratteristiche dei campioni esaminati. Insomma per alcuni esperti in questa materia, nonostante tutte le innovazioni tecnologiche, forse nel passato si riusciva meglio a prevedere la realtà. Insomma forse “si stava meglio quando si stava peggio”. Qualcuno ricorda i tempi delle elezioni italiane degli anni 70 in cui pochi rendevano pubblica l’intenzione di votare democrazia cristiana, partito che poi raccoglieva oltre il 40% dei consensi. Ma non era certo colpa dei sondaggisti.

 

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