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venerdì, 12 Luglio 2024

Torino, le scatole con alimenti nei parchetti della periferia

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Si parla sempre più spesso della crisi causata dalla pandemia del Coronavirus, della disperazione, della paura per il lavoro perso e l’ impossibilità per molte famiglie di soddisfare il bisogno primario dell’individuo, cioè quello di potersi permettere il cibo necessario. Un grave problema che sta interessando molti cittadini italiani.

Ma sono anche molti i gesti di solidarietà e le iniziative di varie associazioni o movimenti che hanno deciso di tendere la mano in favore dei più deboli e bisognosi; a loro si sono aggiunte attività commerciali che donano la carne e alimenti di prima necessità, o beni che servono a disinfettarsi o a proteggersi dal virus.

Un’altra iniziativa esemplare della solidarietà fra torinesi, sono le “scatole della solidarietà” situate soprattutto, a nostra informazione nella zona di Mirafiori Sud; l’iniziativa è semplice: una scatola viene depositata solitamente su una panchina di un giardino e il motto è a dir poco concreto” chi può dona, chi ha necessità prende”
Il principio è quello del donare in maniera anonima e prendere, chi ha bisogno, in maniera anch’essa riservata.

Ci arrivano segnalazioni da via Onorato Vigliani all’altezza del civico 113, o dai gradini nel comprensorio fra via Negarville e via Roveda. È singolare che tali iniziative arrivino proprio da quei quartieri popolari, dove si presume non si viaggi proprio in buone acque; è proprio vero, la solidarietà nasce spesso proprio da chi meno può, forse perché più di altri conosce la sofferenza.

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