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lunedì, 1 Giugno 2020

Tav, il Pd invita Toninelli a confrontarsi. Chiamparino insiste sul referendum

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Michele Paolino
“No all’isolamento del Piemonte”. È questa la parola d’ordine lanciata questa mattina dal gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale in una conferenza stampa organizzata per esprimere il loro parere favorevole al completamento della Tav e delle altre infrastrutture strategiche per il Piemonte.
Infatti, l’attenzione dei democratici non si concentra soltanto sulla realizzazione di una connessione ferroviaria tra Torino e Lione, ma anche sul terzo valico e sul completamento dell’autostrada Asti-Cuneo.
«La campagna elettorale è finita, inizia adesso il tempo della realtà,  ella razionalità.  Siamo qui per difendere i diritti dei piemontesi» è quanto ha affermato Domenico Ravetti, capogruppo del Pd a Palazzo Lascaris a cui ha fatto seguito la collega di partito Nadia Conticelli, presidente della commissione trasporti del Consiglio regionale: «Sono un male i cantieri stop and go. Non si può andare avanti in questo modo. Invitiamo il Ministro Toninelli alla festa dell’Unità di Torino il 12 settembre per confrontarci con tutte le parti sociali interessate sul tema infrastrutture».
Presente alla conferenza stampa anche il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che ha ribadito il costante impegno per la realizzazione della Torino e Lione, ma anche la preoccupazione per i lavori di realizzazione della Asti-Cuneo «se non si sbrigano con l’iter. Denoto su questa vicenda un certo disinteresse da parte del governo».
Sulla vicenda Tav, il presidente Chiamparino ha voluto sottolineare «la pericolosità dell’attuale traforo del Fréjus. Questi trafori fatti nell’800 hanno dei limiti oggettivi. Questo tema interessa i viaggiatori. Laddove da duemila anni c’è una porta con l’ovest, se non si interviene ci sarà un muro. C’è il rischio che l’attuale traforo fra dieci anni non sia più utilizzabile».
E a proposito di referendum e di rapporti con il Governo ha ribadito: «Il ministro Toninelli non ha ritenuto ancora di sentirmi. A settembre si svolgeranno gli stati generali di tutto il sistema sociale, produttivo ed industriale  piemontese, inviterò in quell’occasione il ministro per discutere sul tema infrastrutture. Referendum: bisogna impedire la palude; dopo la data di ottobre fissata da Toninelli per l’ennesima analisi costi benefici chiederò al consiglio regionale di convocare un referendum consultivo di tutti i piemontesi su tema Tav».
Nel frattempo il consigliere regionale Luca Cassiani, anch’egli del Pd, ha invitato Telt, la società incaricata di realizzare l’opera, di non  bloccare nessun appalto. «Il Ministro Toninelli deve capire che non sta giocando e contemporaneamente Telt deve rispettare le regole e i trattati votati dal Parlamento. Congelare il primo appalto per l’avvio dei lavori del tunnel di base di 57,5 chilometri della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione è un gravissimo errore, l’economia del Piemonte ed i lavoratori del cantiere non possono seguire i tempi delle dichiarazioni del ministro dei trasporti che ogni giorno contraddicono quelle del giorno  precedente».

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