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venerdì, 19 Luglio 2024

Sugli spari di Napoli–Fiorentina la mano dell’estrema destra

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Da sabato scorso il suo nome è sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo sui social network. Genny ‘a carogna, capo ultrà del Napoli, è balzato agli onori della cronaca per la “trattativa” che ha preceduto il concitato inizio della finale di Coppa Italia contro la Fiorentina.
Ma della serata c’è un altro protagonista, anche lui abituato a sedere sugli spalti ma questa volta invece ha agito fuori dallo Stadio Olimpico. Si tratta di Daniele De Sanctis, detto Gastone, storico volto della curva Nord della Roma. Fino a ieri conosciuto per il derby capitolino del 2004 quando convinse il capitano Totti a interrompere il match perché un poliziotto aveva sparato a un bambino. Peccato che la notizia fosse poi infondata. Ma da oggi lui è il presunto sparatore del tifoso partenopeo Ciro Esposito.
Così, come accade sempre nei casi di cronaca, di lui si è ricostruito tutto: la fede calcistica, la vita privata con il lavoro in un chiosco non lontano dall’Olimpico, e cosa e perchè l’avrebbe spinto a sparare sabato sera. Ma quello che nessuno ha detto è che Daniele De Sancits è anche conosciuto nel mondo politico. E più di preciso dell’estrema destra.
Infatti, è tra gli occupanti del Trifoglio, prima legato al Pdl e ora a Fratelli d’Italia che da dieci anni occupano gli impianti sportivi di via Tor di Quinto, proprio da dove sono partiti i colpi e dove è stata ritrovata la pistola che avrebbe sparato. Una faccenda, quella dell’occupazione, che risale al 2003, effettuata insieme al gruppo Gioventù Europea, a loro dire per denunciare lo stato di degrado del centro sportivo e sollecitare l’intervento del Comune di riqualificazione della struttura. Un impianto mai sgomberato in dieci anni, mentre nel 2012 è stato chiuso dall’ex sindaco Gianni Alemanno, fin dagli anni giovanili legato all’estrema destra, il vicino insediamento di nomadi in via Baiardo.
«Ci dispiace – avevano dichiarato Federico Rocca, responsabile di Gioventù Europea, e Alfredo Iorio, responsabile del Trifoglio – che Rivera (l’allora responsabile del Comune di Roma, ndr) non abbia compreso il nostro gesto, limitandosi a definirlo ingiustificato. Peccato che ad essere ingiustificabile e inammissibile e’ lo stato di abbandono in cui il Comune di Roma ha lasciato per anni questo spazio, privando di fatto i cittadini dal suo utilizzo».
«Siamo disponibili a un tavolo di confronto con il Comune di Roma e a incontrare Gianni Rivera, ma vogliamo farlo senza subire a priori una discriminazione politica e di parte» avevano concluso. Dieci anni dopo, gli impianti sportivi sono ancora occupati.

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