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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Non si può che apprezzare il commento di oggi su La Stampa a firma di Sofia Ventura. “Se passa la delazione di Stato” è il titolo dell’articolo che fa riferimento alle parole pronunciate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Stefano Buffagni, in un’intervista a Maria Latella.

In sintesi: l’esponente del Movimento sociale Cinquestelle si è pronunciato sugli strumenti di cui si potrebbe avvalere il governo per controllare chi verrà beneficiato del reddito di cittadinanza. Strumenti che non escludono (uso il verbo con benevolenza, per compensare il senso di fastidio che sale dal più profondo del cuore) anche la segnalazione di normali cittadini, “dal vicino di casa che è invidioso, perche vede quello che sfrutta uno strumento di aiuto illegalmente”, per usare l’eloquio chiarissimo di Buffagni.

Insomma, una vera e propria spiata o delazione, chiamatela come volete, tanto il significato non cambia per il tipo d’azione “educativa” suggerito da Palazzo Chigi. Metodi che Sofia Ventura associa a quelli penetrati nelle coscienze dell’Unione Sovietica post rivoluzionaria o nelle famiglie della Germania nazista.
Dubitiamo però che il sottosegretario Buffagni si sia inoltrato in quegli abissi mefistofelici stranieri, così lontani dalle italiche esperienze.
La storia del Novecento ci offre, infatti, uno spaccato anche domestico della delazione. È sufficiente sfogliare le sentenze delle Corti d’assise straordinarie promosse dal governo Bonomi nel 1945 per perseguire i crimini fascisti della Repubblica di Salò e le complicità con i nazisti, per avere sotto mano e di prima mano un invidiabile atlante nostrano delle potenzialità della delazione. Anzi. A pochi giorni dal giorno della memoria che ricorda l’Olocausto del popolo ebraico, popolo diventato un crudele e terribile banco di prova della spiata, l’invito del sottosegretario assume un ulteriore e utile indizio per comprendere la direzione morale presa da questo governo.

Dopo i migranti che vediamo morire nel Mediterraneo, ora ci si prepara ad uno stage collettivo e accelerato della delazione. A quando il filo spinato negli stadi?

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