24.9 C
Torino
sabato, 13 Luglio 2024

Nuova maturità: a Torino gli studenti alzano la voce

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Gabriele Druetta

Venerdì 25 alle 15.30 è stata indetta un’“assemblea cittadina” – così chiamata dagli organizzatori – in piazza Arbarello. Il motivo è chiaro a tutti i ragazzi degli istituti torinesi: la nuova maturità.

Non è ancora terminato il video messaggio del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti – quest’anno l’abituale circolare sull’Esame di Maturità è stata sostituita da una diretta Facebook – che Michele Zaccagnino e Aurora Sanfilippo, allievi dell’Istituto Domenico Berti di via Duchessa Jolanda, capiscono che non si può accettare passivamente questa decisione. In accordo con tutta la classe allora decidono di scrivere un messaggio che in poche ore fa il giro dell’Italia.

«Le modalità di comunicazione sono a dir poco scandalose – si legge nel messaggio partito dalla classe di Michele e Aurora –  sì, siamo nel 2019, ma usare Instagram come mezzo di comunicazione è assurdo. Vogliamo parlare del video del giorno prima, manco dovesse essere il trailer di un nuovo videoclip di Ariana Grande. E la storia del Ministro oggi faceva ridere. “Io sono con voi”, siamo pronti per gli Hunger Games insomma».

Le motivazioni di protesta però vanno ben oltre la scelta comunicativa adottata dal Miur. L’orale senza tesina con l’estrazione dell’argomento da trattare da una delle tre buste preparate dalla commissione spaventa gli studenti e le simulazioni in date nazionali che si sovrappongono alle prenotazioni delle gite scolastiche creano problemi alle segreterie, inoltre le prove multidisciplinari colgono impreparati i maturandi che per anni sono stati “addestrati” ad un’altra tipologia di esame.

«In questo modo – afferma una professoressa dell’Istituto Berti – viene messa in secondo piano la didattica, in quanto una prova dovrebbe essere il risultato finale del lavoro svolto almeno nel secondo biennio e nel monoennio (ex triennio). Fino a dicembre, quando poi ci è stato data un’idea delle nuove prove, potevamo far esercitare i ragazzi solo sulle tipologie già esistenti. Ma queste modifiche hanno bisogno di tempo. Così facendo è come se il nostro lavoro venisse in parte svuotato».

Gli studenti allora hanno deciso di auto-organizzarsi e in meno di un giorno hanno creato un gruppo WhatsApp – ormai giunto al limite massimo di membri – e un gruppo Facebook “Maturità 2019” che conta più di 900 membri da tutta Italia.

«A mio parere però – afferma Simon Vial, Presidente della Consulta Studentesca di Torino, in un post sul gruppo Facebook – se vogliamo avere un impatto non possiamo solo muoverci come studenti torinesi ma trovare una data in tutta Italia […] Solo così può esserci una partecipazione di massa». E aggiunge, «siamo già partiti a consultarci tra i Presidenti delle Consulte italiane con cui ci stiamo muovendo per riuscire ad avere una data unica a livello nazionale per un corteo».

Ma a Torino c‘è chi la pensa diversamente. Infatti i rappresentanti del Liceo Scientifico Galileo Ferraris hanno scritto un “contromessaggio” nel quale affermano di non condividere l’iniziativa e sconsigliano a tutti i loro coetanei di partecipare all’assemblea di questo venerdì e alla futura manifestazione, in modo tale da evitare di trovarsi abbassato il voto di condotta o addirittura di essere sospesi. In risposta a questo Michele Zaccagnino rassicura che la scuola non può intervenire sul voto di condotta o sospendere uno studente per il solo fatto di protestare.

L’assemblea che, come l’annuncio del Miur di venerdì scorso, sarà trasmessa via Instagram, sarà il momento per tutti gli studenti torinesi di esprimere la loro opinione, per far capire che – come scrivono Michele e Aurora «noi, generazione del 2000, non siamo giovani che non sono capaci a far niente, ma proviamo ad agire. Proviamo a cambiare qualcosa. Non stiamo con le mani in mano. […] qualcosa dovrà pur cambiare».

Articolo precedente
Articolo successivo
- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano