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lunedì, 15 Luglio 2024

Solitudine da Coronavirus, da Uil pensionati uno sportello d’ascolto

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La Uil Pensionati Piemonte e l’Associazione ADA TORINO attiveranno, da domani e fino alla fine
dell’emergenza COVID-19, uno sportello di ascolto e supporto psicologico telefonico per persone anziane e persone con disabilità, che non devono essere lasciate sole in questo momento.
Lo sportello sarà gestito dalla Dott.ssa Sara Collicelli, psicologa di Torino, la quale ha offerto gratuitamente al Sindacato dei pensionati della Uil due ore giornaliere (dalle 10 alle 12 fino) fino al termine della pandemia che ha colpito l’Italia e il mondo interno.
«Il nostro intento – dichiara Lorenzo Cestari, Segretario della Uil Pensionati Piemonte – è quello di essere accanto ai pensionati, alle persone con disabilità e alle loro famiglie anche solo per scambiare due chiacchiere in questo periodo di isolamento forzato».
«Ringrazio la Dott.ssa Sara Collicelli – aggiunge Antonio Gaetatani,  Presidente dell’Associazione ADA TORINO –  per aver deciso di  collaborare con noi in questo importante progetto di contrasto alla
solitudine. Lo sportello sarà attivo 7 giorni su 7 dalle ore 10 alle ore  12 telefonando al numero 392 1748832 oppure scrivendo una mail all’indirizzo sara.collicelli@yahoo.com», conclude il Presidente
dell’Associazione.

Ma esattamente in cosa consiste questo sportello telefonico ? É un sostegno psicologico  completamente gratuito che offre una voce che dia un supporto. Potranno essere trovate, insieme alla psicologa, strategie per affrontare la solitudine ed eventuali attacchi di ansia, o potrà essere anche solo un momento di comunicazione caratterizzato da un ascolto empatico.

«Non ho un canovaccio in testa – aggiunge Sara Collicelli  – ogni persona ha esigenze differenti e richieste diverse, anche quando possono sembrare uguali. Ogni telefonata sarà unica ed emozionante. Verrà affrontata cercando di essere d’aiuto, per quanto possa aiutare una telefonata. Lo scopo è quello di rendere questa quarantena il più possibile tollerabile. Ho deciso di accettare la collaborazione con la Uil
Pensionati Piemonte perché ho letto molti giornali e ascoltato molti TG, dal primo momento di
questa epidemia. All’inizio in molti sostenevano ‘tanto colpisce solo le persone anziane’  o alla notizia dei
primi decessi la reazione era ‘vabbè, ma era già vecchio…’ ma non dobbiamo dimenticare che dietro ogni vittima c’è una famiglia che soffre. Questo atteggiamento cinico e superficiale mi ha fatto sentire sola e
spaventata e mi sono sentita impotente. Dopo aver ripreso fiato mi sono chiesta cosa potessi
fare di utile e di concreto, oltre a seguire le regole e restare a casa, qualcosa anche di piccolo che potesse
essere d’aiuto.
La solitudine è la malattia della nostra società, questo periodo non farà altro che aumentarne la diffusione. Ho pensato agli anziani che hanno le giornate scandite da piccole ma importanti abitudini e che oggi sono costretti a restare in casa. Una trasmissione che seguo ha coniato questo
motto ‘ restate a casa, veniamo noi da voi ‘. Voglio provare a farlo anch’io.
Penso molto ai miei nonni in questi giorni. Dovevano tornare qui a Torino la settimana
scorsa. Abbiamo preferito rimanessero in Puglia, dove almeno possono respirare l’aria di
mare e vederne la bellezza. Li chiamo spesso in videochat e sento per loro tanta nostalgia e malinconia.
Vorrei abbracciare tutti i nonni del mondo. Proverò a farlo, almeno idealmente, con quanti
più possibile con il mio sportello».

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