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giovedì, 18 Luglio 2024

Sm-Covid-19, l’app “rivale” di Immuni: tutti la stanno già scaricando

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

È già stata già etichettata come rivale di Immuni e sta registra un vero boom di download. Stiamo parlando dell’applicazione Sm-Covid-29, è gratuita ed è già stata scaricata migliaia di volte. La si può trovare sia per Android che per iOs.

Elaborata dalla Softmining si legge sul sito che “I cittadini saranno informati in tempo reale e potranno spontaneamente adottare misure cautelative (isolamento volontario) nei confronti delle persone più vicine. Le autorità sanitarie avranno uno strumento importante per concentrare i test sulle persone che hanno realmente avuto contatti efficaci”. L’app SM-Covid-19 è stata progettata con un duplice intento. Da un lato, intende garantire un’informazione aggiornata ai cittadini ed evitare ogni forma di allarme ingiustificato. Dall’altro vuole offrire alle autorità sanitarie uno strumento avanzato per il contenimento della diffusione del virus.
L’app è stata sviluppata senza fini economici né di acquisizione di dati sensibili.

Come funziona? “Utilizzando metodi di trasmissione dei dati quali, BT-LE, BT, WiFi P2P e GPS (se abilitato dall’utente), il telefono acquisisce un ID univoco di tutti gli smartphone in prossimità (da 2 a 30 m in base al tipo di sensori disponibili sul dispositivo) e ne conserva la durata. La scansione avviene ogni 60 secondi anche con l’app in background. Ogni 60 minuti i dati aggregati vengono salvati su un database protetto messo in condivisione con le autorità sanitarie. I dati sono conservati nel database per 21 giorni e poi cancellati”.

“La probabilità di contagio viene calcolata sulla base di un modello scientifico che tiene conto di durata del contatto, dei giorni trascorsi dal contatto e dal numero di questi contatti. I parametri del modello sono stati fissati utilizzando dati presenti nella letteratura scientifica e vengono continuamente aggiornati man mano che la rete neurale che utilizza questi dati viene addestrata a riconoscere il meccanismo di diffusione (altro elemento di originalità e valore scientifico)”.

“Tutti i dati acquisiti e il rischio calcolato sono accessibili alle autorità sanitarie. Gli ospedali possono leggere i dati di rischio e aggiornare lo stato di una persona (negativo o positivo). Il rischio calcolato per il singolo utilizzatore è funzione dei dati degli altri utilizzatori. Se una persona risulta positiva al test, il rischio di ogni altra persona con la quale questa sia venuta in contatto viene aggiornato automaticamente. Se il rischio di contagio è alto, l’utente viene invitato a contattare volontariamente le autorità sanitarie perché possa essere monitorato anche tramite GPS (i dati GPS sono facoltativi e vengono registrati inoltre solo quando due o più utenti del network sono ad una distanza potenzialmente). Ciascuno riceve le informazioni sul proprio stato di rischio, non su quello di altri. È garantito un completo anonimato. Il potenziale di infezione viene distribuito sulla rete per monitorare i dispositivi che sono entrati in contatto”.

 

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