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martedì, 27 Ottobre 2020

Slitta la cittadinanza onoraria a Tania Cagnotto

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Barbara Giuva
Barbara Giuva
Esperta di immagine, relazioni esterne e cerimoniale pubblico. Dopo molti anni dedicati alla politica, di recente ho approfondito la passione per la scrittura soprattutto su temi di costume e società che rendono un po’ più “leggera” la nostra quotidianità.

Doveva essere una pura formalità la consegna della cittadinanza onoraria di Torino alla tuffatrice iridata Tania Cagnotto, proposta il cui primo firmatario è Marco Chessa del Movimento 5 Stelle. L’idea era quella di insignire la campionessa il prossimo sabato, in occasione del suo arrivo a Torino. Ma i progetti sono andati diversamente e le opposizioni non hanno gradito che la proposta sia arrivata in Consiglio comunale senza passare da una discussione.

Fabrizio Ricca della Lega Nord ha annunciato che si sarebbe astenuto, in linea con gli altri casi analoghi del passato: «mi sono detto favorevole pochissime volte e solo per figure di altissimo spicco». Anche il capogruppo Pd Stefano Lo Russo, pur ribadendo la stima verso la Cagnotto, ha annunciato che, per come è andata la procedura, il Partito democratico non avrebbe partecipato al voto. Stessa linea da parte di Osvaldo Napoli. A dirsi favorevoli Silvio Magliano dei Moderati e Roberto Rosso. Entrambi hanno tuttavia chiesto a Chessa di rimandare la consegna del titolo, ripartendo dalle commissioni apposite per arrivare a una votazione unanime. Appello raccolto dal consigliere che, tra il plauso generale delle forze di opposizione, ha ritirato l’atto, annunciando che sarebbe stato sottoposto successivamente.

Durante la discussione, inoltre, si è tornati a parlare nella possibilità per Torino di dotarsi di un tipo di onoreficenza che, come nel caso dell’Ambrogino d’Oro milanese, permetta di insignire personaggi di spessore senza dover utilizzare il massimo titolo previsto dal Comune.

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