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domenica, 21 Luglio 2024

Sindaca indagata per piazza San Carlo, le reazioni della politica

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Giulia Zanotti

Arrivano anche le reazioni del mondo della politica torinese alla notizia dell’avviso di garanzia nei confronti della Sindaca di Torino Chiara Appendino per i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno scorso.
Il primo a parlare è il deputato e ledear dei Moderati Giacomo Portas che commenta senza mezzi termini: «L’avviso per Appendino? Dispiace solo per Torino, sempre piu’ in declino proprio per colpa di Appendino».
Scelgono la linea del garantismo, invece, il capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca e di Forza Italia Osvaldo Napoli. Per Ricca «Nessuno si azzardi a chiedere un passo indietro del sindaco Appendino per gli avvisi di garanzia. Noi non siamo come i Cinque stelle che hanno fatto di cappi e manette i loro manifesti elettorali e mai lo faremo. Siamo garantisti sempre e rispettiamo il lavoro della magistratura, però è ormai evidente a tutti l’incapacità amministrativa. Chiediamo all’Appendino di prendersi una settimana di pausa per riflettere sul suo futuro. Torino non può permettersi un sindaco e mezzo servizio».
Per Napoli «Gli avvisi di garanzia notificati stamane a diversi responsabili, non solo del Comune, per i fatti di Piazza San Carlo sono una conferma al garantismo e alla linea di prudenza seguita da Forza Italia fin dal primo giorno. È bene dunque che la Procura prosegua serenamente e celermente negli interrogatori a conclusione dei quali ci saranno dei rinvii a giudizio. Allora, e solo allora, con l’istruzione di un processo, le forze politiche saranno nelle condizioni di fare una valutazione politica piena e completa, al riparo da ogni strumentalizzazione perché una volta intervenuta una sentenza sono i fatti a parlare».

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