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giovedì, 18 Luglio 2024

Si è concluso il Salone del gusto 2014 di Torino

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Sono ormai chiusi i battenti di uno degli appuntamenti più attesi della città di Torino: il Salone del Gusto. Anche quest’anno il pubblico ha risposto in modo del tutto positivo partecipando a laboratori e scoprendo i prodotti del territorio, quelli fatti con le mani e soprattutto con il cuore. Quelli che raccontano una storia. Sì, perché Slow Food da anni si fa paladina di una filosofia definibile ormai “di vita” e non semplicemente di tipo produttivo-commerciale che vede protagoniste della fabbricazione di un prodotto principalmente le persone: i contadini, gli agricoltori, i piccoli imprenditori, i casari, i pastori e tutti coloro che portano sulla nostra tavola un’emozione. Tutto questo nel rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi, a difesa del nostro pianeta fonte esauribile di risorse e principalmente della biodiversità. Differenze nel modo di alimentarsi e nelle materie prime reperibili in ogni angolo di mondo che costituiscono un’unione tra i popoli, tra etnie che interagiscono insieme in un’unica preziosa kermesse.
Dato eccezionale registrato in quest’edizione è stata la partecipazione entusiastica di giovani sotto i 30 anni il 35% dei quali ha deciso di associarsi a Slow Food, sul 75% totale di nuovi iscritti. Merito sicuramente anche dei ragazzi dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che hanno saputo sapientemente coinvolgere il pubblico nei tour e negli eat-in. Molteplici anche i laboratori dedicati alle famiglie e alle scolaresche che hanno fatto registrare il tutto esaurito nell’area Slow Food Educa.
Soddisfatti gli espositori che hanno confermato l’interesse sempre più specifico dei visitatori e la curiosità di conoscere prodotti nazionali e piccole realtà imprenditoriali definibili senza ombra di dubbio eccellenze oltre ad una maggior interazione con gli operatori di settore. Nonostante l’afflusso dei residenti torinesi sia leggermente diminuito rispetto al 2012, data anche la situazione economica molto delicata del nostro Paese, continua ad aumentare il numero degli stranieri ed il totale degli ingressi è stato di circa 220.000 passaggi.
Protagonista indiscussa dell’Oval, area ospitante Terra Madre, l’Arca del Gusto che anche quest’anno è cresciuta con prodotti, in temporanea attesa di essere esaminati dalla commissione competente, portati dal Messico, dall’Oman, dalla Giordania e da molte altre nazioni partecipanti.
Il presidente Slow Food Italia, Gaetano Pascale, ringrazia sentitamente i volontari di Legambiente, della Protezione Civile e della Croce Rossa. Le forze dell’ordine, l’ASL 1 di Torino, l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ed il laboratorio chimico della Camera di Commercio. La città di Torino e la Regione Piemonte e soprattutto gli espositori ed i produttori preziosi alleati dell’evento.
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, nella conferenza di chiusura del Salone ha dedicato l’edizione conclusa al collega Davide Ghirardi, presidente per il Piemonte e la Valle d’Aosta di Slow Food, prematuramente scomparso il 26 ottobre e tutte le edizioni successive ai figli trasmettendo un forte messaggio di continuità e speranza nel futuro.
Non rimane che attendere il Salone del Gusto 2016, continuando a credere in un mondo eco-sostenibile e impegnarsi in prima persona a scegliere prodotti a filiera corta favorendo così i nostri produttori e conseguentemente il nostro territorio nella prospettiva di aiutare l’Italia a risollevarsi dalla crisi puntando sulle proprie risorse.

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