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martedì, 13 Aprile 2021

Sciopero Amazon, Grimaldi (LUV): “Rivedere le norme per la sicurezza del lavoro”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Se da un lato le battaglia contro lo sfruttamento dei rider del food delivery ha acceso i riflettori sul lavoro a cottimo come principale strumento di compenso per quei lavoratori costretti a correre ancora più veloce per ottenere un salario decente, i corriere Amazon in sciopero ci ricordano l’altra dolorosa faccia della medaglia della Gig economy, quella delle condizioni e dei carichi di lavoro insostenibili, che li costringono a violare il codice della strada esponendosi al rischio di incidenti e infrazioni. I colossi dell’economia del web vogliono correre veloce ma gli unici a farlo sono i lavoratori di queste multinazionali”, dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, in merito allo sciopero di questa mattina promosso da Ultratrasporti davanti alla sede Amazon di Brandizzo (Torino). L’algoritmo di Amazon indurrebbe i lavoratori, che in 8 ore 45 minuti di lavoro devono fare circa 140 consegne, a trasgredire le norme della strada.

“Per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori – ricorda Grimaldi – nel novembre del 2018 la nostra Regione si è dotata di una legislazione che vieta il cottimo per i rider che svolgono servizio di consegna a domicilio anche se questa Giunta, che ha parole la sostiene, in realtà non l’ha mai fatta applicare. In Piemonte ci siamo riusciti una volta e dobbiamo farlo ancora: da sempre ci battiamo affinché i carichi siano sostenibili in relazione ai tempi di lavoro. Ecco perché, nell’attesa degli accertamenti da parte della procura, dobbiamo rivedere urgentemente ‘Norme per la promozione dell’occupazione, della qualità, della sicurezza e regolarità del lavoro’. La politica non può tacere di fronte a queste situazioni di sfruttamento”.

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