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lunedì, 15 Luglio 2024

Scelta Civica, lo strappo: senatori pronti a passare al Pd

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I senatori di Scelta Civica passeranno al Pd. Lo strappo interno al partito fondato (e poi abbandonato) da Mario Monti non è ancora ufficiale, ma voci interne lo danno da consumarsi nei prossimi giorni.
Sarebbero già pronti al “trasloco” Linda Lanzillotta, Pietro Ichino, Alessandro Maran, Gianluca Susta e Benedetto Della Vedova così come il ministro Stefania Giannini. Mario Monti non commenta e resta al suo posto di senatore a vita dopo aver tentato un approdo non riuscito –sostengono i bene informati – al Gruppo per le autonomie, di cui fa parte anche Giorgio Napolitano. I componenti non devono aver gradito i tagli alle Regioni speciali effettuati dal suo governo.
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non poteva che reagire positivamente ai segnali di sgretolamento interni a Scelta Civica, soprattutto dopo la rottura con Forza Italia consumatasi nei giorni scorsi e il conseguente venir meno del patto del Nazareno.
«Ho molto apprezzato il contributo leale arrivato dai senatori di Sc sia sul cammino delle riforme istituzionali ed economiche sia in occasione della elezione del capo dello Stato», ha affermato il premier facendo leva poi sulla possibilità di individuare un approdo comune per l’Italia e per le riforme.
L’approdo dei senatori di Scelta civica al Pd, in realtà, non incide particolarmente sulla situazione del governo dal punto di vista numerico, anche perché il partito si trovava già da tempo saldamente unito alla maggioranza. Tuttavia la loro scelta potrebbe incoraggiare i senatori dell’opposizione – soprattutto quelli che provengono da piccoli partiti – a collaborare sulle riforme.
Non tutti i senatori di Scelta Civica, tuttavia, sembrano pensarla allo stesso modo. Il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti, infatti, ha usato parole forti nel commentare la scelta dei colleghi. «Domenica noi faremo il nostro congresso e se magari Renzi fa un salto riesce pure a spiegarci di quali approdi comuni parla e scusarsi con i nostri parlamentari – scrive Zanetti in una nota, ricordando al presidente del Consiglio che non solo i senatori di Scelta Civica hanno collaborato alle riforme – Trovarsi dentro ad un Pd guidato in questo modo deve essere difficile, entrarci su chiamata demenziale. Poi ognuno faccia quel che crede».

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