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domenica, 14 Luglio 2024

Sardine triste, solitario y final

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Hanno bussato le porte di chiunque, scendendo in piazza con la qualunque. Un solo obiettivo: come avviene solo durante le dittature, contestare i partiti dell’opposizione. In questo caso contro Meloni e Salvini.
Ma ora le Sardine, che probabilmente non avevano da dire più di tanto, si prendono una pausa. Da cosa verrebbe da chiedere? L’esempio da seguire, i “buoni”, quelli che avrebbero cambiato il Paese (non si capisce ancora oggi in cosa visto che più che portare cartelli in piazza contro Salvini altro non hanno detto o fatto per la Nazione), si sono arresi all’evidenza.

Un movimento lontano dalle periferie, dal popolo, da quello vero, non certo da quello che frequentavano nei salotti o durante i loro aperitivi. Lontanissimi dal sottoproletariato. Non male per chi si spaccia per sinistra.

Ed eccolo il lider maximo Mattia Santori: si scopre attraverso le pagine del quotidiano La Repubblica, che giovedì 28 maggio presenterà il manifesto valoriale, promesso da mesi. Un documento che verrà presentato anche dagli altri tre fondatori: Giulia Trappoloni, Andrea Garreffa e Roberto Morotti. Ma ecco la sorpresa, fino ad un certo punto: le sardine si fermeranno. Lo stesso Santori lo scrive in una chat interna: “Prenderemo una pausa di riflessione“.

“Sono conscio che qualcuno preferisce farmi le scarpe e screditare me e le persone che mi supportano”, si legge nei messaggi di Santori pubblicati da Repubblica.

Sardine: un movimento di piazza obbligato a stare a casa per l’emergenza Coronavirus che è stato incapace di dire qualcosa, dimostrando appunto di essere inutile. Utilissimo per andare alle trasmissioni come Amici o fare le foto ricordo con la famiglia Benetton.

E hanno pagato queste scelte. Altro che Bologna: a Scampia, dove veramente c’è il popolo e non solo lo spritz, piazza praticamente vuota per la loro due giorni. Che tristezza il primo raduno nazionale delle Sardine!

“So di essere in minoranza. So che molti di voi non si sentono a proprio agio nella dimensione puramente etica e culturale della politica – è un altro messaggio del leader riportato da Repubblica – Non vi bastano le piantine (la raccolta fondi per aiutare la cultura a Bologna, unica iniziativa delle Sardine durante l’emergenza Covid, ndr). Avete idee molto strutturate. Sapete un sacco di cose. Vi invidio per questo. Ma sento che più prendiamo la direzione politica più finiamo per imitare gli altri“.

Continua il capoccia delle Sardine: “Il manifesto valoriale è pronto. Ma abbiamo capito che un manifesto politico oggi porterebbe a nuovi litigi, a tante incomprensioni e una marea di chiacchiere sterili. Stessa cosa per la struttura. È necessario organizzarci, ma la struttura a cui abbiamo lavorato è oggettivamente precoce per un gruppo di persone che manco si fidano tra loro“. Poverelli.

Che brutta fine, anche se troveranno come riciclarsi. Basta solo aspettare.


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