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venerdì, 19 Luglio 2024

Rsa Torino, aumentano i decessi. Appendino: “Dati preoccupanti”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Oltre 200 decessi in più rispetto allo stesso periodo del’anno scorso nelle Rsa torinesi, ma solo 58 i casi veramente conclamati come Covid-19. Sono questi i dati che la sindaca Chiara Appendino ha fornito all’aula del Consiglio comunale durante la richiesta di comunicazioni sulla situazione preoccupante delle strutture per anziani.

La prima cittadina ha precisato come le morti degli ultimi tre mesi sono “pari a 102 casi a febbraio, 199 a marzo e 197 nei primi 18 giorni di aprile. Paragonando i dati a quelli disponibili per l’anno passato, registriamo per i mesi di marzo e aprile una differenza di oltre 217 decessi avvenuti presso le RSA, con soli 58 segnalati come positivi al COVID. Stiamo cercando dei dati comparativi sulla mortalità a casa per persone con la stessa fascia di età degli ospiti delle RSA ma è evidente che l’incremento non può che essere preoccupante” e ha anche affermato come “questo tema sia urgente e delicato. Non solo per gli ospiti e per i lavoratori delle RSA. Non solo per chi Amministra in questa difficile fase, ma per l’intera comunità”.

La questione Rsa, che a Torino non sono a gestione diretta del Comune ma appaltate a private, è oggetto dell’attenzione di una cabina di regia che porta avanti periodici monitoraggi per verificare la condizione nelle strutture secondo un protocollo firmato dalla stessa Appendino come sindaca Metropolitana.
“Nel corso della cabina di regia che ha riguardato Torino, cioè Asl 1, avvenuta nella giornata di mercoledì scorso, le criticità ancora persistenti emerse sono state sostanzialmente due: seppure sia stato riconosciuto l’aumento dell’attività dei tamponi, persistevano ancora criticità; emergeva sempre più la grandissima difficoltà nella gestione e garanzia del personale necessario anche a causa dell’effetto dei tamponi che ha rilevato presenza di contagiati tra il personale che è stato quindi messo necessariamente in quarantena”.

Tra oggi e i prossimi giorni dunque sono previsti nuovi incontri e monitoraggi per un aggiornamento costante della situazione.

“A pagare il prezzo più alto della pandemia infatti, sono le persone più fragili e più indifese. E, con esse, le loro famiglie.
Ho più volte detto che, per diversi motivi, il virus non è uguale per tutti. Ecco, non lo è per chi da un giorno all’altro, pur dovendo essere maggiormente tutelato in quanto debole, anziano, indifeso, si è invece trovato a dover fare i conti con un virus letale che lo ha costretto a terribili terapie, fino a costargli la vita.  Non lo è per medici, infermieri, oss e operatori sanitari che da un giorno all’altro si sono trovati disarmati a combattere contro un nemico che non conoscevano.
Non lo è per famiglie che da un giorno all’altro non hanno più potuto vedere i loro cari e che, in molti casi, non potranno rivederli mai più. Per questo motivo noi continueremo a non risparmiarci un minuto per affrontare e superare questa emergenza. E per dare ai cittadini tutte le informazioni rispetto alla gestione di questa vicenda”, conclude la sindaca.

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