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sabato, 24 Ottobre 2020

Ridisegnare le scuole di Torino

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Riccardo Graziano
Riccardo Graziano
Figlio del boom demografico e dell'Italia del miracolo economico, vive con pessimismo non rassegnato l'attuale decadenza del Belpaese. Scopre tardivamente una vocazione latente per il giornalismo e inizia a scrivere su varie testate sia su carta stampata sia su web.

La scuola ha un’importanza strategica, perché deve formare i cittadini di domani. Avere edifici scolastici a norma è un imperativo per la sicurezza dei ragazzi, ma non basta. Anche il lato estetico ha la sua importanza, perché studiare in un ambiente bello, accogliente e funzionale migliora la qualità e il livello dello studio. Partendo da questa considerazione, l’Assessorato all’Istruzione ed edilizia scolastica della Città di Torino, la Fondazione per l’architettura di Torino, ITER – Laboratorio Città Sostenibile e Ufficio Smart City hanno impostato un laboratorio di progettazione finalizzato al miglioramento della qualità architettonica degli spazi dell’apprendimento. Interessati dal progetto quattro edifici scolasti dell’area urbana, su cui hanno lavorato 24 architetti seguendo tre temi progettuali.
Si tratta della scuola secondaria di I grado Bernardino Drovetti di via Bardonecchia 34 per il tema “spazi della didattica innovativa”, le scuole primarie Aristide Gabelli di via Santhià 25 e San Francesco D’Assisi di via Giulia di Barolo 8 per il tema “spazi per la ristorazione scolastica” e la scuola d’infanzia Marc Chagall di via Cecchi 2 per “paesaggi del cortile scolastico”.
L’obiettivo – spiegano da Palazzo di Città – è «individuare soluzioni riferite ai casi concreti delineando una metodologia di intervento adattabile a contesti diversi e replicabile. Attraverso un approccio culturale e con competenze tecnico-scientifiche, si è voluto indagare il profilo della scuola del futuro per scoprire come la progettazione possa migliorare la qualità dell’apprendimento e il comfort degli spazi, attraverso budget contenuti e un uso intelligente delle risorse».
La Fondazione per l’architettura sottolinea come «questo workshop riporta al centro dell’attenzione il ruolo sociale dell’architetto, sensibilizzando anche i professionisti sulle ricadute del loro operato e offrendo loro la possibilità di misurarsi su casi concreti».
L’ Assessora all’Istruzione della Città di Torino Federica Patti ha commentato: «Un percorso che si innesta sui  processi virtuosi che la Città di Torino ha da tempo avviato con i vari progetti di collaborazione e condivisione di saperi che hanno permesso di rinnovare alcuni ambienti scolastici, ricordo la scuola Dal Piaz e la lunga tradizione del Laboratorio Città Sostenibile che ha messo a punto i progetti “Cortili Aperti”  e “Percorsi partecipati con le scuole”».
L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto europeo LEA Learning Technology Accelerator, volto a promuovere l’innovazione nel settore delle tecnologie per l’educazione tramite l’uso strategico degli appalti pubblici al quale il capoluogo subalpino partecipa insieme ad altre 15 città.

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