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mercoledì, 25 Maggio 2022

Renzi gioca la partita del cuore

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Baggio, Antognoni, Batistuta, Renzi… Ma Renzi chi? Un nuovo attaccante per la Viola? No: il super Matteo che da Palazzo Chigi trova anche il tempo per scendere in campo per la partita del cuore del prossimo 19 maggio, che si giocherà proprio al Franchi. Per Renzi potrebbe essere un occasione più unica che rara: sfuggire alla marcatura stretta della scorta e a qualche chilo di troppo messo su ultimamente per correre dietro a un pallone.
Ma ancora prima che la distinta venga consegnata nelle mani dell’arbitro è già scoppiato un pandemonio. La politica è nel pallone: la partecipazione alla partita del presidente del Consiglio non è ancora stata ancora ufficializzata e c’è chi polemizza: il 25 maggio si vota per le elezioni europee e nello stesso giorno anche per le Regionali. E siccome poche cose come pallone e politica finiscono facilmente in caciara, ecco il dibattito sulla par condicio. Anche un tiro in porta diventa un attacco alla democrazia.
Per gli avversari politici di Renzi, la diretta tv equivale a uno “spot elettorale” ma il Pd parte in contropiede “la presenza in campo del premier, nell’ambito di una gara il cui ricavato servirà a finanziare nuove strutture mediche in Africa, nulla ha a che vedere con la partecipazione a trasmissioni di intrattenimento”. Il calcio è ancora una cosa seria, tutto sommato.
Su Facebook Beppe Grillo tira fuori il cartellino giallo: «La Rai violerà la par condicio per favorire Renzi? Li abbiamo beccati. Siamo in un regime». A questo Grillo non sfugge nulla, nemmeno la partita del cuore. È tutto un complotto. Mica facile beccare uno che fa il presidente del consiglio e gioca a pallone in diretta tv. Grande Beppe!
Parlando dei 3 grandi ex viola, il premier pronostica: «Loro mi passano la palla, e io, taac, la butto dentro». Ed ecco la spavalderia del ganassa che, guardando la partita al bar con gli amici la spara grossa: la prossima volta in campo ci sono anche io. Una strategia vincente quando il campo era prima il comune di Firenze, poi la segreteria del Pd e infine Palazzo Chigi. Un solo dettaglio a cui fare attenzione: Renzi indosserebbe la maglia numero 8, che nel calcio vecchio stile era quella della mezz’ala destra. Ma per quel ruolo non si poteva convocare Alfano?

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