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venerdì, 7 Agosto 2020

Progetto Torino: “Non saremo la stampella di Appendino”

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Progetto Torino non ci sta: fare da stampella alla giunta della sindaca Chiara Appendino con il rischio che, nel 2021, la sorpresa sia quella di trovarsi insieme in una improbabile coalizione davvero non va giù al gruppo che ha come riferimento Gian Guido Passoni, già assessore al Bilancio del capoluogo piemontese.

E mette le mani avanti, a fronte di aperture di autorevoli esponenti del Partito Democratico nei confronti dei Cinque Stelle, come è avvenuto alcuni giorni fa.

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Marco Novello, presidente della Circoscrizione 5, è chiaro e non le manda a dire «L’esperienza di Governo dei Cinque stelle è stata fallimentare sotto ogni punto di vista e per questo deve essere archiviata senza appelli: abbiamo avuto esempio di incompetenza, di incapacità, di assenza di visione e di scelte estemporanee, come gli esperimenti sulla ztl piuttosto che l’inserimento dei monopattini, o le posizioni sulla cavallerizza. L’elenco è lungo e dà una precisa fotografia di che tipo di amministrazione abbiamo avuto». 

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Insomma, i torinesi si sono ormai resi conto di ciò e non attenderebbero altro che Appendino lasci e si faccia finalmente da parte. «Tanti sono gli elettori delusi e pentiti della scelta fatta nel 2016.  A questi cittadini, a questi elettori il centro sinistra deve essere in grado di offrire un nuovo programma di rilancio e di crescita per Torino costruendo insieme un’alleanza ed una candidatura a Sindaco forte ed autorevole, in grado di riprendere in mano l’amministrazione della Città e lanciarla verso il futuro», dice ancora Novello che però guarda con preoccupazione all’apparente flemma che accompagna questo percorso.

Se infatti è ormai esaurito il modello Torino costruito da Valentino Castellani negli anni della rinascita e della riconversione della città, oggi non viene colto lo slancio necessario per costruirne uno alternativo. «Ho guardato con molto interesse all’idea dei forum del Partito Democratico lanciati lo scorso settembre alla festa de L’Unità – aggiunge Novello – perché potevano essere un buon momento di incontro tra i  cittadini per cogliere spunti e slancio. Credo però che i tempi con i quali si sta lavorando non siano incisivi per arrivare in tempo a un nuovo patto con la città, un’alleanza che deve nascere dal basso, che si estenda a una grande partecipazione per costruire un nuovo programma». Il timore è insomma quello di perdersi in liturgie interne che anziché aprire il partito possano correre il rischio di avvitarlo su sé stesso.

L’identikit del candidato sindaco, per Novello deve essere quello di una persona «competente, preparata che abbia conoscenza e la giusta sensibiità per interloquire con tutti gli attori di una città. Nel centro sinistra le figure non mancano». E conclude «Se sarà necessario passare attraverso le Primarie, ben venga, e Progetto Torino, come già successe alle primarie del 2011 con Torino bene Comune, valuterà se e come partecipare, o chi sostenere. Progetto Torino- Sinistra per la Città è da tempo che chiede che si apra un confronto ed un’elaborazione di programma per Torino. È arrivata l’ora di stringere i tempi». Fare in fretta, fare bene, nessuno sconto per Appendino. E nessuna sponda.

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