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giovedì, 18 Luglio 2024

Porcellum, M5s: "Siamo tutti illegittimi". Napolitano: "Parlamento legittimo"

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Il day after la dichiarazione di incostituzionalità da parte della Cosulta della Porcellum in Parlamento è il caos. L’attacco frontale arriva soprattutto dai rappresentanti del Movimento Cinque Stelle che continuano la loro protesta: «Siamo tutti illegittimi» è lo slogan che si alza dai banchi del M5s, mentre il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha ricordato senza mezzi termini a pentastellati che la «La Camera è pienamente legittima a legittimata a operare».
I deputati Cinque Stelle non voglio sentire ragione e sono pronti a dimettersi in massa. Solo l’introduzione immediata del Mattarellum, dicono, può evitare che questo avvenga.
«Abbiamo chiesto che venga immediatamente calendarizzata una proposta di legge sul Mattarellum, finché non ci rispondono sul punto non ci stiamo» – ha spiegato Luigi Di Maio, vicepresidente di Montecitorio.
«Un Parlamento illegittimo – aggiungono i deputati Cinque Stelle – Che tale deve rimanere, almeno per la presidente Laura Boldrini. Stamattina, infatti, il M5S alla Camera ha chiesto la convocazione di una conferenza dei capigruppo per decidere la calendarizzazione d’urgenza della legge elettorale alla luce della pronuncia della Consulta che ha già dichiarato incostituzionale il “Porcellum”, ma niente da fare».
«Certo, se, come successe lo scorso luglio, fosse Brunetta a chiederlo, allora si blocca il Parlamento per giorni, come avvenuto per concedere al fu Pdl di riunirsi. Allora non è stato per la pronuncia della Corte costituzionale, ma perché la Cassazione aveva fissato l’udienza per il processo Mediaset. Per la Boldrini la sorte di Berlusconi vale più di una legge elettorale dichiarata incostituzionale» – concludono dal Movimento Cinque Stelle.
Netta la risposta del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Ho più volte sollecitato il Parlamento a modificarla. Parliamo di una sentenza della Corte Costituzionale che espressamente si riferisce al Parlamento attuale dicendo che esso può ben approvare in qualsiasi momento la legge elettorale».

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