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domenica, 14 Luglio 2024

Più di 165.000 per The Golden Age of Rally al Mauto

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Numeri da record per The Golden Age Of Rally, l’inedita esposizione che ha portato nelle sale del Museo Nazionale dell’Automobile una delle collezioni più importanti al mondo, quella della Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica. Un grande viaggio nell’epoca d’oro della disciplina, iniziato lo scorso ottobre e concluso ieri, che è stato percorso da oltre 165.153 persone da tutto il mondo. Giovani, anziani, famiglie, studenti, appassionati e curiosi: questa mostra, con i suoi diversi focus, è riuscita ad attrarre e coinvolgere pubblici diversi, offrendo anche nuovi punti di vista a chi questo sport già lo ama. E i numeri rendono ben merito al pregio dell’esposizione. 

Innanzitutto quello degli accessi al museo, quasi raddoppiato rispetto allo stesso periodo nel pre-pandemia (2018 – 2019). E tra coloro che hanno visitato il MAUTO nel periodo della mostra, figurano anche diverse personalità di spicco del mondo dei motori e non solo. Dai grandi piloti e navigatori del passato (Miki Biasion, Jean Ragnotti, Fabrizia Pons, Tonino Tognana, Dario Cerrato, Geppi Cerri, Federico Ormezzano, Andrea Zanussi) agli esponenti odierni (Alberto Battistolli, Simone Campedelli, Andrea Crugnola, Rachele Somaschini), fino ai tecnici, ai progettisti e agli ingegneri che contribuirono a plasmare le mitiche vetture (Sergio Limone, Mario Cavagnero, Vittorio Roberti). E poi tanti altri: Alessandro Bettega, Davide Cironi, Roman Shchypkov, Andrea Adamo … Insomma, il mondo dei motori si è mobilitato per The Golden Age of Rally. 

Il merito va anche al percorso espositivo che, da una curva all’altra, ha guidato i visitatori lungo una time-line dalle origini della disciplina (anni ’60) fino ai grandi successi e al coinvolgimento del grande pubblico, che resero questo sport un vero e proprio fenomeno di cultura di massa. Un salto indietro nel tempo vissuto anche attraverso le grandi sfide tra piloti, case automobilistiche e squadre corse, dal leggendario duello fra trazione posteriore (Lancia Rally 037) e quattro ruote motrici (Audi quattro), fino alle “mostruose” del Gruppo B, approfondite nel ciclo d’incontriRally Talk

Ma le star indiscusse, fotografate e postate migliaia e migliaia di volte sui social, sono state loro, le 19 vetture mitiche, protagoniste di sfide leggendarie. In ordine cronologico, BMC Mini Cooper S (1966), Ford Cortina Lotus (1966), Ford Escort RS Miki (1969), Porche 911 st (1970), Lancia Fulvia Coupè HF 1.6 (1970), Fiat 124 Spider (1971), Alpine Renault A110 (1973), Fiat X1/9 Abarth prototipo  (1974), Lancia Stratos (1976), Fiat 131 Abarth GR.4 (1978), Audi quattro (1981), Renault R5 Turbo (1981), Lancia rally 037 (1984), Lancia Delta S4 (1986), Peugeot 205 Turbo 16 (1986 – gentilmente concessa dal museo L’Aventure Peugeot di Sochaux), Lancia Delta HF Integrale 16v (1990), Toyota Celica GT-4 ST165 (1990), Lancia Delta HF Evoluzione Safari (1992), Fiat Punto S1600(2001).  

Esemplari che hanno lasciato un segno indelebile nella storia, che questa mostra ha voluto celebrare proprio a cavallo di due simbolici anniversari. Inaugurata il 27 ottobre 2022, a mezzo secolo esatto da quel Rally Race con Raffaele Pinto che valse a Gino Macaluso il Campionato Europeo, l’esposizione si è chiusa nel 2023, a 90 anni dalla fondazione del MAUTO ad opera di Carlo Biscaretti di Ruffia.

“Sono particolarmente soddisfatta per il contributo che, attraverso questa mostra, abbiamo potuto dare al museo e alla città, restituendo a Torino quel ruolo di primo piano che merita nella storia dell’automobilismo: questo è proprio ciò che la nostra Fondazione si propone di fare”, spiega Monica Mailander Macaluso, presidente della Fondazione Macaluso per l’Auto Storica. “Una proposta inedita, molto apprezzata dal grande pubblico nazionale e internazionale, ma anche dagli esperti del settore, che abbiamo ora intenzione di riproporre in altri prestigiosi musei in tutto il mondo”.

“Questa straordinaria mostra si conclude con un eccezionale successo di pubblico, di critica e di attenzione mediatica, che dimostra come il motorismo sportivo, declinato anche attraverso la cultura dell’automobile, sia una tematica che deve avere un ruolo di caposaldo strategico per il Museo”, afferma Benedetto Camerana, Presidente del MAUTO. “La chiave di lettura del design ha dato inoltre risalto allo straordinario lavoro di restauro compito dalla Fondazione Macaluso sulle eccezionali protagoniste dei rally, consentendo di valorizzare anche gli autori dello stile di queste automobili, come Giugiaro, Michelotti e Gandini”.

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