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lunedì, 21 Settembre 2020

Piena del Po e Malasosta: intervista all’assessore Maria Lapietra

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Riccardo Graziano
Riccardo Graziano
Figlio del boom demografico e dell'Italia del miracolo economico, vive con pessimismo non rassegnato l'attuale decadenza del Belpaese. Scopre tardivamente una vocazione latente per il giornalismo e inizia a scrivere su varie testate sia su carta stampata sia su web.

L’ondata di piena del Po causata da giorni e giorni di pioggia battente oltre a provocare disagi, allagamenti e danni gravi nel torinese e zone limitrofe, ha procurato la rottura degli ormeggi dei battelli turistici Valentino e Valentina, andati a schiantarsi contro il ponte Vittorio Emanuele I. Un episodio grave, che ha portato con sé una ridda di polemiche nei confronti dell’attuale amministrazione pentastellata, accusata di aver sottovalutato la situazione. Abbiamo voluto raccogliere a caldo le dichiarazioni dell’Assessore ai Trasporti Maria Lapietra, alla quale competono anche le deleghe per la mobilità fluviale.

Qualcuno sostiene che l’Amministrazione ha grosse responsabilità per la deriva dei battelli sul Po, qual è la sua versione?

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L’incidente è stato naturalmente oggetto di una interrogazione in Consiglio comunale alla quale risponderò nel question time di lunedì, anche perché al momento stiamo ancora raccogliendo gli elementi per il rapporto sull’accaduto. Peraltro ho vissuto il momento quasi in diretta, dato che ero al telefono col sindaco Appendino, che proprio in quel momento si trovava sul posto con i tecnici e la protezione civile per capire come mettere in sicurezza i due natanti. Quello che è successo (e che il Sindaco mi ha riportato in diretta) è che all’improvviso è arrivata una grossa massa d’acqua che trasportava anche tronchi d’albero, i quali hanno sbattuto contro la barca a monte facendo saltare gli ormeggi e mandando le due navi alla deriva. La situazione non è stata affatto sottovalutata, tanto che il Sindaco era sul posto in prima persona. E i sistemi di ancoraggio erano stati rivisti nel 2014 insieme ai tecnici del Politecnico. Aggiungo anche che le barche non erano mai state tirate in secca in circostanze analoghe, solo sollevate con gru per operazioni di ordinaria manutenzione. Temo che si sia davvero trattato di un grave incidente dovuto alle eccezionali circostanze climatiche, del quale non si può imputare la responsabilità a nessuno. Per lunedì in aula avremo il rapporto dettagliato e riusciremo a essere più precisi.

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Ha suscitato polemiche anche la decisione di dichiarare guerra alla “malasosta” e di mettere a pagamento le strisce blu nel periodo natalizio…

Quella contro la malasosta è una battaglia non facile, nei prossimi giorni sarò in via San Secondo a monitorare la situazione insieme ai commercianti della zona. Onestamente ci aspettavamo più consenso su questo terreno, visti i problemi causati dalle auto in sosta vietata e doppia fila, invece troviamo molta resistenza, è un problema assai radicato. Occorrerà lavorare adeguatamente sulla gestione dei parcheggi in struttura e in superficie, che non sono sempre così pieni, solo che si preferisce parcheggiare in sosta vietata. Quanto alla decisione di mettere il parcheggio a pagamento anche nel periodo natalizio, è stata presa dopo un confronto con le associazioni dei commercianti che ha visto pareri difformi: qualcuno evidenziava il fattore positivo della maggiore possibilità di ricambio nei parcheggi, altri hanno manifestato aperta contrarietà. Ma noi dobbiamo tenere conto anche dei vincoli ambientali, abbiamo nuovamente il problema dello sforamento dei limiti di inquinamento, rischiamo di dover bloccare il traffico se la situazione delle emissioni peggiora ulteriormente. A Milano la Giunta ha addirittura deciso di bloccare l’accesso alla zona centrale per le auto a metano e Gpl. Da noi sarebbe molto difficile attuare un simile provvedimento, dobbiamo accontentarci di procedere per piccoli passi…

Per abbattere le emissioni sarebbe fondamentale la transizione verso la mobilità elettrica. Sono spuntate le colonnine di ricarica per il car-sharing elettrico di Blue Torino, ma nonostante sia previsto dal contratto di servizio, non sono ancora accessibili per gli utenti privati…

In realtà il servizio non è ancora stato inaugurato ufficialmente, perché l’installazione delle colonnine è in ritardo rispetto ai tempi e alla quantità prevista. A inizio 2017 dovremmo avere 700 colonnine operative, a quel punto il servizio prenderà ufficialmente il via e sarà accessibile anche per i veicoli elettrici dei privati.

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