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lunedì, 15 Luglio 2024

Piemonte, “sparisce” mezzo miliardo di Irap. E la Regione corre ai ripari

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di Bernardo Basilici Menini

Introiti molto al di sotto sia degli anni passati che delle previsioni. In particolare, mezzo miliardo che “scompare” dal 2008 a oggi. Un problema grosso, urgente peraltro. Ed è così che la Regione Piemonte si trova costretta a intervenire sull’Irap, dovendo disperatamente aumentare gli introiti regionali. Una decisione sofferta presa dalla maggioranza, che si tradurrà in pratica a partire dall’assestamento di bilancio nel prossimo giugno.

Il problema è che non si capisce bene da dove provenga il buco nel gettito dell’Irap, dato che il Piemonte, in proporzione, incassa dall’imposta proporzionalmente molto meno di tante altre regioni italiane. Al contempo è diventato immediatamente necessario aumentare gli introiti dell’imposta sul territorio regionale senza doverla innalzare. Non per tutti almeno: l’idea sarebbe quella di rivedere gli scaglioni, abbassando alcune aliquote e aumentano altre, oltre alla possibilità di imporre la tassa su soggetti che fino a questo momento sono stati esentati, come i produttori di energia. Data l’urgente necessità la Regione deve intervenire anche sul tema del recupero crediti e a questo proposito si è deciso di affidare a Soris la “riscossione coattiva” di alcuni ammanchi, tra cui il bollo auto.

Alcune delle cause del mancato introito sono state individuate. Una parte non irrilevante è rappresentata dall’evasione e dall’elusione fiscale: si parla soprattutto si alcune grandi aziende del territorio regionale che, a partire dal 2010, hanno dichiarato un valore della produzione negativo, con il conseguente azzeramento dell’imponibile Irap, malgrado, al contempo, abbiamo aumentato i loro livelli di fatturazione. Un problema di maggiore portata è rappresentato dagli effetti devastanti della crisi sul tessuto produttivo del Piemonte: in questo senso, il crollo negli introiti dell’Irap è dovuto al fatto che molte imprese, durante gli ultimi anni, hanno chiuso i battenti. E in questi casi l’intervento è ovviamente impossibile.

Le conseguenza politiche della decisione non saranno probabilmente leggere, basti considerare il peso di una decisione del genere nel momento di ripresa dell’economia.

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