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lunedì, 22 Luglio 2024

Pian del Lot, Lavolta: “Un oltraggio alla memoria dei 27 partigiani trucidati”

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Enzo Lavolta, Vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino e consigliere del Partito Democratico, nel primo consiglio in Sala Rossa “in presenza”, ha chiesto comunicazioni sulla situazione relativa al Pian del Lot, situato nella collina torinese. Evidenziando la necessità di rendere sempre accessibile il sacrario ai cittadini torinesi, i quali rischiano di vederlo chiuso a causa dei progetti del privato aggiudicatario che vorrebbe trasformarlo in agriturismo.

“Nella seduta del consiglio comunale odierna, la prima in presenza dopo una lunga e ingiustificata lontananza dall’aula voluta dall’amministrazione cinque stelle – commenta Lavolta – ho chiesto le comunicazioni della Sindaca Appendino per ricevere garanzie che al Pian del Lot, luogo di memoria collettiva sulla collina torinese nel quale furono trucidati dalle truppe fasciste e naziste 27 partigiani il 2 aprile del 1944, non venissero autorizzate dall’attuale amministrazione trasformazioni da parte del privato aggiudicatario (che trasformerà quel luogo in un agriturismo) che impediscano ai cittadini torinesi e non solo di commemorare ogni anno quelle vittime”.

“Nel 2017 l’ANPI aveva proposto all’allora vicesindaco Montanari un progetto di riqualificazione alternativo all’alienazione dei terreni – continua Vicepresidente Vicario – A distanza di tre anni, e per bocca dell’attuale assessore all’urbanistica Antonino Iaria, la Giunta Appendino ha ipotizzato eventuali accordi futuri con la nuova proprietà che consentano l’accesso al sacrario del Pian del Lot: una risposta parziale e insufficiente rispetto alle preoccupazioni manifestate dall’ANPI e dai numerosi sottoscrittori dell’appello formulato recentemente dall’Associazione Nazionale Partigiani Italiani che ha visto firmatari, tra i tanti, anche l’Arcivescovo Nosiglia. Vigileremo affinché venga garantita la libera fruizione di un così prezioso presidio della nostra memoria collettiva e non ne venga pregiudicato l’alto valore simbolico”.

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