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venerdì, 25 Settembre 2020

Per le piazze e le vie torinesi in arrivo le quote rosa

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Bernardo Basilici Benini 

Il riequilibrio di genere passa anche dai nomi e dalla toponomastica. Così la pensano le consigliere comunali del Partito Democratico, Laura Onofri, Presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità Comune di Torino, e Lucia Centillo Consigliera delegata Diritti e Pari Opportunità Città Metropolitana di Torino, che hanno proposto una mozione per modificare i nomi delle vie e delle piazze di Torino in chiave “rosa”.
La proposta, intitolata “Toponomastica. Riequilibrio di genere nella scelta degli odonimi”, mira a cambiare la toponomastica cittadini, cercando di includere maggiormente le figure femminili, in posizione di schiacciante inferiorità numerica.

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Secondo la ricerca dell’associazione Toponomanistica Femminile, infatti, su scala nazionale è emerso che la percentuale di intitolazioni femminili oscilla tra il tre e il sette percento, mentre quelle maschili sono a quota 50%. Il capoluogo non fa eccezione, anzi, accentua il trend: sul totale di 2235 tra strade e piazze, 1054 sono intitolate a uomini, mentre solo 65 a donne.

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«Considerando che i nomi delle strade e delle piazze contribuiscono a creare la cultura di un popolo, definendone le figure storiche degne di memoria, promuovere figure femminili di rilievo significa portare un valore aggiunto al miglioramento della società e della cultura – hanno detto le due consiglieri promotrici della mozione  – La toponomastica rappresenta un importante strumento di valorizzazione e può offrire il proprio contributo a superare modelli culturali stereotipati e conformisti, favorendo una cultura non discriminante nei confronti delle donne».

La mozione propone alla Commissione Toponomastica di “intitolare le prossime vie, aree verdi, rotonde, sentieri, piste ciclabili, in percentuale maggiore a figure femminili, locali o nazionali, al fine di ridurre gradualmente  l’attuale divario nella memoria collettiva. Prevedere che il/la Presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità faccia  parte, a titolo consultivo, della Commissione Toponomastica, inserire nel Regolamento della Toponomastica, fra le finalità della Commissione Toponomastica, il principio del riequilibrio di genere nella scelta degli odonimi; promuovere una riflessione anche nelle scuole, ad esempio attraverso l’indizione di concorsi di idee tra studentesse e studenti per confrontarsi sulle scelte di nomi femminili da assegnare agli spazi e ai luoghi della città”.

La battaglia per il riequilibrio di genere, insomma, passa anche dalla toponomastica.

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