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venerdì, 19 Luglio 2024

Per Fassino il futuro di Torino non può che essere internazionale

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di Moreno D’Angelo
Il rilancio dell’economia torinese è legata al suo profilo internazionale. Il sindaco Piero Fassino ha ribadito questo principio che sarà prioritario per il terzo piano strategico della città che sarà presentato il 21 marzo: «Torino ha investito molto in questi anni raggiungendo importanti risultati, continuare su questa strada è un impegno necessario».
E’ quanto espresso dal sindaco nel suo intervento alla presentazione dello studio promosso da Torino Internazionale Strategica “Internazionalizzazione dell’area metropolitana di Torino”, grazie alla collaborazione e alla volontà della Città e dell’Università. Una ricerca a cura dell’IRS (Istituto per la ricerca sociale), presentata nell’incontro, ha messo a fuoco dieci anni di strategie e prodotti per l’internazionalizzazione sotto la Mole. Una sorta di analisi dinamica di casi e processi di internazionalizzazione di successo importanti per l’elaborazione di una strategia per la Torino polo europeo e non solo del 2025.
Intanto alcuni dati mostrano la vocazione internazionale della capitale del Piemonte e quanto questa mission sia vincente. Lo studio ha analizzato flussi commerciali, presenze di studenti stranieri e dati del turismo.
Negli scambi commerciali Torino risulta la seconda provincia per quota di esportazioni sul dato complessivo nazionale su cui incide per il 5,1%.
Molto significativo è il riscontro di una costante crescita di presenze di studenti stranieri sotto la Mole. Oggi, nei nostri atenie, si stima la presenza di circa 8.500 studenti di altre nazionalità .
Sul piano turistico il boom e la vetrina delle olimpiadi del 2006 non si è più arrestato e Torino e la sua provincia continua a essere meta di sempre più turisti cresciuti del’84% in dieci anni.
L’apertura internazionale capoluogo piemontese è anche testimoniata dalla presenza di importanti istituzioni straniere e qualificate. Realtà culturali che fanno riferimenti a circa un centinaio di Stati con cui il sistema locale intrattiene relazioni a vario titolo per diversi contesti (economico , diplomatico , commerciale , turistico , educativo- culturale o sportivo).
La fotografia della Torino sempre più smart e internazionale fatta dai ricercatori dell’Irs diventa più offuscata quando si entra nelle dinamiche economiche finanziarie del nostro tessuto produttivo martoriato dalla perdurante crisi. Il principale campanello d’allarme è rappresentato dal calo degli investimenti esteri, fondamentali nei moderni sistemi e trend industriali in cui il ruolo statale è sempre più ridotto. Vi è poi la scarsa propensione verso l’internazionalizzazione che tocca in particolare le piccole e medie imprese locali, nonostante nobili e sorprendenti eccezioni.
Permangono ritardi nel ricorso a sistemi di finanziamento (venture capital , valorizzazione delle borse valori locali) che colpiscono la capitalizzazione e la capacità delle pmi di investire e di essere “attraenti” per gli investitori esteri. E’ stata anche rilevata la scarsa connettività e competitività dell’aeroporto con gli altri scali. Insomma dei sistemi di intermodalità tanto oggi decantati. Sul fronte del turismo sono carenti dei piani markenting d’area per una valorizzazione del nostro intero pacchetto turistico che ha enormi potenzialità di ulteriore crescita se solo si operasse con i sistemi di rete e di organizzazione presenti in tante realtà occidentali di successo.

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