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martedì, 30 Novembre 2021

“Nessun dorma!”: quest’anno il Pride triplica, con Novara e Alba

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Barbara Giuva
Esperta di immagine, relazioni esterne e cerimoniale pubblico. Dopo molti anni dedicati alla politica, di recente ho approfondito la passione per la scrittura soprattutto su temi di costume e società che rendono un po’ più “leggera” la nostra quotidianità.

Il Pride si fa in tre. Presentazione per la tredicesima edizione della manifestazione per i diritti dei GLBT organizzata dal coordinamento Torino Pride, che quest’anno avrà delle grosse novità. Infatti non solo il capoluogo torinese sarà interessato all’avvenimento, ma anche Novara e Alba. E quindi si può incominciare a parlare di Piemonte Pride
La città di Novara risulta essere la grande novità di quest’anno che come afferma il presidente dell’associazione “NovarArcobaleno” Alessandro Antonini: «Novara è sempre stata il baricentro tra Torino e Milano, questo ha fatto sì che nella città non si sviluppassero delle attività legate alla sensibilizzazione dei diritti del mondo omosessuale. Novara è un territorio ancora ostico e non mancano azioni di violenza. Per questo con NovarArcobaleno vogliamo costruire un attivismo efficace, per avere in ogni città del Piemonte una delegazione vicina alla realtà Lgbt».
Continua affermando che «ogni pride è un fatto politico ed è proprio per questo motivo che ogni anno siamo in strada. Riteniamo che sia importante per la città di Novara scendere il piazza il 26 maggio, quando ci sarà il Novara Pride anche se non godiamo del patrocinio del comune, per sensibilizzare ai diritti e a far prendere conoscenza che la città sia la prima in Piemonte per contagi di HIV e per malattie sessualmente trasmissibili».
A differenza del sindaco di Novara Alessandro Canelli, il presidente della Provincia Matteo Besozzi patrocina il Novara Pride, in quanto ritiene che un atteggiamento di opposizione sia sintomo di non evoluzione sociale, e ricorda che l’associazione NovarArcobaleno fa parte della rete antidiscriminazione della provincia novarese.
Maddalena Marchetto, presidente del collettivo GLBT di Alba “#DeGeneri”, nato tre anni fa, ricorda quanto sia influente per avanzare in questa direzione di sensibilizzazione, la realizzazione di una rete con altre realtà locali. Il suo intervento prosegue con una massima «dobbiamo riflettere tra chi dobbiamo essere e chi in realtà siamo». La città di Alba ha appoggiato il collettivo #DeGeneri non solo dando il patrocinio per il 7 luglio al pride, ma la stessa comunità ha sostenuto la manifestazione.
Per il coordinatore del Torino Pride Alessandro Battaglia: «il Piemonte Pride, una realtà in continua crescita, il nostro intento è quello di creare una rete territoriale coesa che possa moltiplicare sul territorio la felice esperienza del Torino Pride, al fine di combattere in modo più capillare ogni tipo di discriminazione. Paradossalmente, moltiplicare i pride perché possano, in futuro, non essere più necessari».
Aggiunge Battaglia: «Quello che oggi viene definito da più parti il “modello piemontese” è a nostro giudizio la strada per poter davvero, uniti, affrontare i nostri avversari e avere una maggiore forza per rivendicare e ottenere la vera e auspicata eguaglianza. La presenza dei nostri temi deve essere sempre più capillare sul territorio ed è proprio in quest’ottica che si è appena conclusa la nostra felice esperienza al Salone del Libro, che ci ha visti protagonisti, per il terzo anno consecutivo, alla più importante manifestazione dedicata al libro in Italia».
L’assessora regionale alle pari opportunità Monica Cerutti, che ha portato i saluti del Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ancora convalescente dopo l’intervento, ha parlato della collaborazione tra Pride ed istituzioni: una collaborazione necessaria per portare avanti la lotta in difesa ai diritti GLBT , ribadendo l’impegno della Regione Piemonte «a sostenere economicamente i genitori omosessuali che non possono affrontare gli eventuali rischi dell’iscrizione all’anagrafe del figlio. Vogliamo garantire il loro diritto a crescere il proprio bambino, e il diritto del minore a rimanere nella propria famiglia, anche nel caso succedesse qualcosa al genitore naturale».
Non da meno sono le parole dell’assessore comunale Marco Giusta che evidenzia quanto la questione politica influenzi il processo di uguaglianza «io rivendico la mia favolosità, e la società che partecipa al pride è fatta di quelle persone che sono l’esatta immagine di una vita che potrebbe essere al di fuori di un sistema di potere».
Il coordinamento Torino Pride, inoltre, gode dell’appoggio di Nino Boeri – presidente del Consiglio Regionale – che ha ricordato quanto ancora oggi sono numerose le vittime di omofobia, e che la battaglia in questo senso non deve smettere di continuare.
Infatti, il claim di quest’anno Nessun dorma! È accompagnato da un pugno chiuso come logo, proprio per evocare la lotta in difesa dei diritti. Conclude Battaglia «il pugno chiuso rappresenta una lotta quotidiana contro ogni tipo di sopraffazione».
 
 
 

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