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mercoledì, 24 Luglio 2024

Nella sua relazione al Bilancio 2017 Rolando dedica solo 4 minuti

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Giulia zanotti

Quattro minuti. Per parlare del Bilancio 2017 l’assessore Sergio Rolando ha impiegato questo tempo. I restanti 44 minuti chiusi in 18 facciate che ha letto li ha dedicati ad altro. È partito da lontano. Come quando uno studente impreparato ad una interrogazione di matematica incomincia parlando dei Sumeri. Rolando nella lunga relazione ha guardato al mondo, all’Europa e all’Italia. E alla passata amministrazione. Solo 4 minuti, dicevamo, per presentare il primo bilancio targato Appendino.
Nessun cenno al primo rapporto dei Revisori dei Conti che promuoveva, ma con riserva (mai accaduto a Torino) il bilancio di previsione. Ma 15 minuti sull’economia globale, 4 sull’Europa, 7 sull’Italia, 18 minuti sull’amministrazione Appendino e infine 4 sul Bilancio di oggi.

LEGGI DOCUMENTO RELAZIONE ROLANDO

Venendo al documento che dovrà essere discusso e votato nelle prossime settimane Rolando però si è espresso senza mezzi termini definendo la manovra che ha destato non molte preoccupazioni per i cospicui tagli come «una porta stretta e poco comoda da cui però passa l’equilibrio degli anni futuri». Insomma, per l’assessore quello del Bilancio 2017 «è solo il primo passo di un percorso quinquennale e in quest’ottica dev’essere valutato. La prudenza coniugata a un tempo sufficientemente ampio crediamo sia l’unica strada percorribile per edificare un futuro solido e prospero per la città».
Come detto nel suo discorso sono stati numerosi i riferimenti ai predecessori: «Dal passato ereditiamo una situazione molto preoccupante dei conti pubblici e arriviamo da un periodo in cui si è preferito scegliere di mascherare i problemi piuttosto che operare scelte, spesso anche dolorose, volte alla loro risoluzione ed oggi i problemi non risolti si sommano e spesso si moltiplicano».
Parlando delle scelte della giunta Appendino Rolando ha poi precisato come nel redarre il Bilancio «abbiamo operato per consentire, nel caso venissero reperite risorse aggiuntive, di intervenire puntualmente integrando i finanziamenti e prevedendo poste per investimenti strutturali che garantiranno nel tempo minori costi e maggiore efficienza». Infine non è mancato un riferimento ai 61 milioni di euro che il Comune vorrebbe riavere dal governo: «È stato notificato al Governo il ricorso per ottemperanza relativo alla sentenza del Consiglio di Stato del novembre 2015 sulla questione del fondo perequativo Imu-Ici, i 61 milioni che sarebbero dovuti al Comune di Torino. Si tratta, in particolare per l’importo, di una posta importante che potrebbe influenzare in maniera significativa le attività dell’anno in corso».
Dopo la relazione di Rolando il 27 e 28 aprile si aprirà il dibattito in Sala Rossa e il 3 e 4 maggio avverrà la votazione sul bilancio.

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