20.8 C
Torino
venerdì, 12 Luglio 2024

‘Ndrangheta in Piemonte, Arturo Vidal testimone nel processo Rosso

L'ex giocatore della Juventus, estraneo all'inchiesta sulla 'ndrangheta in Piemonte, è stato citato dai difensori dell'imprenditore Mario Burlò

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.


L’ex calciatore della Juventus, Arturo Vidal, è nella rosa dei testimoni del processo Carminius e Fenice, che vede tra gli imputati l’ex assessore regionale Roberto Rosso, accusato di voto di scambio politico mafioso.

Vidal, totalmente estraneo all’inchiesta sulla ‘ndrangheta in Piemonte, è stato citato dagli avvocati Maurizio Basile e Domenico Peila, difensori dell’imprenditore Mario Burlò, arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Vidal, che ora gioca in Spagna nel Barcelona, dovrà testimoniare sull’acquisto da parte di Burlò di una villa che aveva a Moncalieri. Secondo i pm Paolo Toso e Monica Abbatecola, titolari del fascicolo, le provvigioni derivate dalla compravendita sarebbero state un finanziamento per la cosca Bonavota in espansione in Piemonte. Anche Maurizio Marrone testimonierà nel procedimento, che avrà inizio giovedì 9 luglio nell’aula bunker delle Vallette. 

L’attuale assessore regionale, che ha preso il posto di Roberto Rosso arrestato a dicembre e ai domiciliari da alcuni giorni, secondo gli inquirenti sarebbe stato contattato dal Burlò per il recupero di alcune aziende in crisi come l’ex Embraco e l’Arcelor Mittal.
Intanto esce dal carcere Enza Colavito, arrestata a dicembre nell’ambito dell’inchiesta ‘Fenice’. Il tribunale di Asti ha accolto la richiesta di sostituzione della misura cautelare avanzata dal legale Alessandro Paolini, concedendole i domiciliari. “Ora possiamo prepararci al dibattimento con più tranquillità” ha dichiarato il difensore. Secondo il tribunale il pericolo di recidiva “appare meno attuale”.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano