La sindaca di Torino Chiara Appendino vuole accelerare la realizzazione della Metro 2 a tutti i costi. Anche a quello di coinvolgere il più possibile il privato in relazione non solo alla concessione della realizzazione della seconda linea della metropolitana, ma anche nella gestione, lasciando di fatto fuori dalla porta InfraTo, che attualmente si occupa di quella della Linea 1.

Carta canta. In questi giorni la sindaca ha inviato un documento al presidente del Consiglio comunale affinchè venga condiviso con i capigruppo della Sala Rossa. Si tratta di una nota tecnica firmata dal direttore della divisione Patrimonio Partecipate” Antonio Calvano e dal direttore “Infrastrutture e Mobilità” Roberto Bertasio e dal segretario generale Mario Spoto.

“La Città, nell’ambio delle misure destinate al rilancio dell’economia globale dopo le due grandi crisi degli ultimi 12 anni (una finanziaria e la seconda sanitaria), ha necessità di imprimere un’accelerazione all’infrastrutturazione”, si legge nelle pagine del documento in cui si precisa che il Comune chiederà l’inserimento della Metro 2 tra le opere di rilevante interesse strategico nazionale al Parlamento. Ma per riuscire ad assicurarsi una partenza dei lavori in tempi rapidi l’intenzione è di una deroga nel codice appalti per quel che riguarda la percentuale tra pubblico e privato.

“Dalle riflessioni innanzi sintetizzate trae origine la forte sollecitazione a superare il rapporto oggi fissato al 49 percento ( quindi giù 0,99 punti al di sotto di quanto previsto dalle regole Eurostat per la classificazione off balance delle opere) consentendo, anche solo per alcune tipologie di opere di rilievo strategico, un rapporto che potrebbe essere ipotizzato al 60 percento, più consono alle attuali condizioni dei mercati finanziari”. Dunque non più un rapporto tra pubblico e privato di 51 a 49 per cento, ma per Appendino passerebbe a 60-40 per cento.

Ma attenzione. Per rendere più allettante il piatto da servire ai privati apre già la strada a una gestione differente della nuova linea della Metro. Ovvero, senza passare da InfraTo.

Lo si legge chiaramente nelle tre pagine del documento. “Occorre a riguardo considerare che il coinvolgimento della Società Infrato deve essere valutato alla stregua delle disposizioni di Iegge che regolano gli affidamenti in house e alla recente giurisprudenza ad esse relative”.

Locuzioni generiche per far capire che l’affidamento della gestione a società in house del Comune “di un servizio disponibile sul mercato in regime di concorrenza sia obbligatoriamente preceduto da una verifica di congruità economica dell’offerta, che, tenuto conto dell’oggetto e del valore (in questo caso di particolare specificità e rilievo) sia idonea a dar conto delle ragioni della scelta e quindi, in sostanza, del mancato ricorso al mercato”.

Peccato che, come si legge più avanti, “se l’affidamento si concretasse nella concessione di costruzione e gestione dell’intera opera, tale completezza di informazione sarebbe oggi preclusa, risultandone l’impossibilità di percorrere tale via”. 

Su quanto proposta dalla sindaca è intervenuto il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo che non ha nascosto il suo stupore: “Ci sorprende non poco la scelta dei tempi con cui la Sindaca ha deciso di avviare una discussione così importante sulle procedure amministrative e tecniche per realizzare la linea 2 nel pieno dell’emergenza coronavirus. Nel merito prendiamo atto con favore del cambio di rotta completo del M5S sia sull’opportunità di procedere spediti dopo aver di fatto boicottato e rallentato per anni il progetto e attendiamo di conoscere con maggior dettaglio le modalità di deroga al codice appalti che la Sindaca si augura vengano approvate dal Parlamento”.

“Al di là della procedura, argomento comunque molto rilevante, restano per noi sul tavolo tutti i nodi a partire dalla scelta di quale lotto far partire, quale tecnologia del materiale rotabile, quale il ruolo di gtt e di infrato e quali le modifiche urbanistiche da apportare al piano regolatore. Vedremo quando le cose saranno più chiare anche quale idea ha l’attuale amministrazione del coinvolgimento del privato, ipotesi finora sempre categoricamente esclusa dalla maggioranza pentastellata”, conclude Lo Russo.