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venerdì, 19 Luglio 2024

Maurizio Gasparri indagato per peculato

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Peculato, questo è il reato contestato al senatore Maurizio Gasparri. Secondo le ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, approfittando del suo ruolo di presidente del gruppo Pdl al Senato, Gasparri si sarebbe appropriato di oltre 600 mila euro prelevati dai fondi del proprio partito per sottoscrivere una polizza a vita a favore dei suoi eredi. Il tutto attraverso la banca Bnl a Palazzo Madama. Secondo l’accusa, la sottrazione della somma sarebbe avvenuta a marzo 2012, e sarebbe poi stata restituita a febbraio di quest’anno.
A notificare al senatore Pdl la chiusura delle indagini, dopo il via libera del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, insieme agli aggiunti Rossi e Caporale e ai sostituti procuratori Orano e Pioletti, sono stati, questa mattina, gli agenti del nucleo speciale di Polizia Valutaria della guardia di finanza.
«La polizza – si legge nel capo di imputazione – è stata liquidata nel febbraio scorso in 610.697,28 euro. Tuttavia, a seguito di specifiche richieste della direzione amministrativa del gruppo Pdl, la restituzione avvenne in due tranche con due distinti bonifici da 300 mila euro fatti il 20 febbraio e il 12 marzo scorsi».
Nega tutto Maurizio Gasparri, che si dice sereno e sicuro che la giustizia farà presto chiarezza su questi avvenimenti.
«Non mi sono appropriato di nulla – ha risposto piccato il senatore Pdl ai giornalisti – L’operazione in questione mi era stata proposta dalla banca che da sempre ha i suoi uffici in Senato e tutto è stato fatto con grande trasparenza e nell’interesse del gruppo stesso».
Gasparri ha sostenuto poi di aver chiarito a suo tempo con gli organi competenti la sua gestione dei fondi del gruppo Pdl al senato. «Apprendere che nonostante gli elementi forniti, questi fatti non siano stati archiviati e anzi siano state avviate ulteriori procedure – spiega infatti il senatore – mi provoca grande turbamento e disagio, ma ho la coscienza tranquilla perché, come sempre, ho operato con correttezza e linearità».
Il riferimento di Gasparri va all’inchiesta madre sulla gestione amministrativa del gruppo Pdl al Senato negli ultimi due anni, da cui di fatto son scaturite le indagini che hanno portato alla notifica di questa mattina.
L’inchiesta, per cui la procura di Roma ha già chiesto l’archiviazione, vedeva indagati per peculato Maurizio Gasparri insieme a Gaetano Quagliariello in qualità rispettivamente di presidente e vicepresidente del gruppo Pdl al senato ed era partita da una segnalazione di operazioni sospette da parte della Bnl di Palzzo Madama.
Tuttavia per il pm Francesco Caporale, Nello Rossi, Giorno Orano e Alberto Pioletti, l’assenza di prove che dimostrassero l’ impiego a fini privati delle somme contestate, nell’ordine di 2 milioni e 800 mila euro, aveva portato alla caduta delle accuse nei confronti dei due senatori.
Alessandra Del Zotto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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