25.7 C
Torino
lunedì, 15 Luglio 2024

Liste bloccate, la coerenza(?) del Pd

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

E’ inutile girarci attorno. La legge elettorale, da sempre “madre” di tutte le riforme, fa parlare per un solo aspetto: come si eleggono i futuri parlamentari. Nel caso specifico, come si eleggono i futuri Deputati perché i senatori, finalmente, dovrebbero scomparire perché tramonta il Senato. Del resto, credo che i cittadini normali non si appassionino affatto ai dettagli della legge: dallo sbarramento per i singoli partiti al premio di maggioranza, dal riconteggio dei voti a livello nazionale alla dimensione delle circoscrizioni e via elencando. Sulla scelta dei parlamentari invece non è così. Lì molti, ovviamente non tutti, si informano su come vengono eletti i parlamentari. Ed è su questo versante che si gioca la vera partita politica e la coerenza politica. Anche se la coerenza, come tutti sappiamo, in politica è un fatto ormai del tutto residuale. A cominciare proprio dal Pd. Ma tant’è.
Ora, per non inoltrarci nella tecnicalità della futura legge elettorale, il capitolo della composizione delle liste è quanto mai chiaro. Dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato il Porcellum anche per le “liste bloccate” adesso avremo nuovamente le “liste bloccate”. L’unica differenza è che da “lunghe” diventano “corte”. Francamente sfugge a tutti, e non solo ai pochi costituzionalisti che si sono già espressi nel merito, quale sia la grande novità delle “liste bloccate corte” invece delle “liste bloccate lunghe”. Alcuni dicono che sono più riconoscibili i candidati. Mah! Semmai, c’è una sostanziale continuità del punto centrale. E cioè, erano e saranno solo e soltanto i segretari di partito a comporre le liste. Almeno per i posti che sono eleggibili, lasciando alle primarie o al territorio o alla casualità la scelta di chi non potrà essere eletto. Un conto che anche un principiante della politica con il meccanismo delle liste bloccate è in grado di fare. Del resto, l’impianto della legge elettorale è coerente con questa scelta. Tutto si lega. Come giustamente dice Renzi. Dalla soglia minima dei voti per poter partecipare alla ripartizione dei seggi al premio di maggioranza, dal doppio turno di partito o di coalizione alla scelta dei candidati e alla composizione delle liste.
Certo, il Pd per giustificare la scelta delle liste bloccate parla genericamente di primarie per la scelta dei futuri deputati. Tutti sanno, almeno quelli che seguono queste cose, che la scelta non sarà affatto libera o casuale o affidata alla estemporaneità delle primarie per la scelta dei deputati. Dopo le primarie “farlocche” del Natale e Capodanno del 2012 volute e gestite dalla precedente dirigenza del partito, è appena sufficiente leggere le interviste dell’ispiratore di questa riforma elettorale, il prof. D’Alimonte, per rendersi conto che questo sistema è stato scelto perché è l’unico che garantisca una vera e sostanziale fidelizzazione tra il capo del partito e la sua squadra parlamentare. Nulla al caso, quindi. Come, del resto, è ovvio e del tutto legittimo.
Resta solo un particolare, inspiegabile e misterioso. Il Pd e pochi altri per lunghi 8 anni hanno tuonato contro le liste bloccate, l’imposizione degli eletti dall’alto, l’inibizione ai cittadini di scegliersi i propri eletti, la beffa del Porcellum ecc. ecc. Il tutto con il solenne giuramento e l’impegno – assunto in migliaia e migliaia di assemblee pubbliche e private – che in Italia non avremmo mai più avuto liste bloccate. “Restituire al cittadino la scelta degli eletti” era diventato quasi un dogma.
E poi cosa esce dal cilindro? Nulla di tutto ciò. In nome della intesa politica, programmatica e culturale con Berlusconi sui fondamenti della Repubblica – dalla riforma costituzionale a quella istituzionale a quella elettorale – le liste saranno nuovamente bloccate e i cittadini guarderanno i futuri eletti con il binocolo il giorno delle elezioni. Ma non c’è da stupirsi per un semplice motivo. E cioè, tutto si lega nell’impianto della futura legge elettorale. Basta saperlo in anticipo.
Resta, anche qui, un piccolo problema. Il solenne giuramento politico del Pd per lunghi 8 anni sulla non riproposizione delle liste bloccate che fine fa? Nessun problema. Anche nel Pd la coerenza politica è diventata un residuo del passato. Anche questo basta saperlo in anticipo.
 

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano