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venerdì, 19 Luglio 2024

Le tante anime della Circoscrizione 7

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Dalla collina borghese a Porta palazzo e ai profondi problemi del quartiere Aurora Valdocco, dalla vita universitaria che si snodava, almeno prima del lockdown, tra le due Università e le vie della movida, alla bassa scolarità degli immigrati e di giovani italiani in difficoltà con il lavoro e il quotidiano. Sono tante le anime che presenta la Circoscrizione 7, forse una delle più affascinanti della città proprio per le differenze che presenta entro i suoi confini.

Con 87 mila abitanti, copre il territorio che lambisce la zona centrale di Torino con i quartieri di Vanchiglia e la zona di Porta palazzo, si sposta verso ovest confinando con i quartiere di San Donato quindi su corso Principe Oddone; c’è il quartiere Aurora che confina con Barriera di Milano, e poi  Vanchiglietta che è quello di corso Belgio. Ecco la zona “elegante”: tutto l’oltre Po fino ai confini di San Mauro: da piazza Borromini verso est, la zona del motovelodromo, le colline di Reaglie e Superga per terminare a Borgata Rosa, quindi in prossimità di San Mauro.

E’ un territorio variegato: la zona collinare ha pochi abitanti e molto verde, una situazione abitativa medio alta, con qualche zona quale la borgata in Barriera di Casale, dove c’è un tessuto più popolare. Vanchiglia Vanchiglietta sono quartieri residenziali. La zona di Rossini è in profonda trasformazione. “Poi abbiamo territori sicuramente affascinanti ma complessi, quale quello di Aurora e Valdoccointroduce il presidente della Circoscrizione 7 Luca Derisu questi la nostra attenzione è massima per cercare di portare a compimento il progetto di riqualificazione che consenta ai territori di affiancarsi a quelli che sono in condizioni più favorevoli”.

Aurora: gli immigrati sono un terzo della popolazione

In questa fetta di circoscrizione molto popolosa, sono 40mila i residenti: in Aurora è forte la penetrazione di nuovi cittadini provenienti da altri Paesi: sono il 33 per cento. “Una percentuale così alta ne rende la gestione molto complessa– spiega Deri – . L’immigrazione è una risorsa nel momento in cui è intorno al 10 per cento. Nei quartieri dove siamo intorno a questa cifra non abbiamo i problemi che dobbiamo affrontare in Aurora: la forte presenza di migranti, molto spesso a basso reddito, crea conflitti con la popolazione residente per tutta una serie di situazioni, dalle scuole all’utilizzo delle strade degli spazi, la gestione e la convivenza non sono sempre facili”.

AuroraLAB: Il quartiere Aurora ospita il progetto del Politecnico di Torino

Nasce nel 2018 grazie ad un finanziamento del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico e Università di Torino per i progetti di didattica innovativa.
AuroraLAB si prefigge due obiettivi definiti e fortemente integrati fra loro: offrire agli studenti del Politecnico e dell’Università esperienze di formazione integrativa e multidisciplinare attraverso occasioni di apprendimento “fuori dalle aule” in diretta interazione con i luoghi e gli attori delle trasformazioni urbane e territoriali; avvicinare l’Università al territorio attraverso l’attivazione di uno spazio fisico nel quartiere Aurora che rappresenti un punto d’incontro tra l’Università e il quartiere dove poter sviluppare e supportare iniziative e progettualità comuni, promuovere attività di ricerca-azione.  Secondo la loro indagine, per molti stranieri Aurora rappresenta un punto d’approdo importante: qui trovano una dimensione di vita economicamente sostenibile grazie al basso costo degli affitti, alla presenza di servizi a bassa soglia, alla prossimità del mercato di Porta Palazzo, che offre non solo la possibilità di acquisti a basso costo, ma anche opportunità di lavoro non qualificato. L’alta concentrazione di stranieri, inoltre, facilita le relazioni di solidarietà reciproca e una buona varietà di servizi dedicati. Sono numerose le associazioni che offrono servizi alle rispettive comunità, come sportelli di ascolto, ricerca lavoro, aiuto alla compilazione di documenti, doposcuola, 12 servizi di mediazione culturale, luoghi di culto, esercizi di somministrazione e rivendita di alimenti etnici.

Ma se è vero che qui è possibile trovare più facilmente che altrove condizioni favorevoli per chi ha un reddito basso, è anche vero che la forte presenza di stranieri, fa sì che siano più limitate le possibilità di imparare l’italiano e di stringere legami con la comunità italiana.

Sempre secondo l’indagine condotta da Aurora Lab, a incidere sulla fragilità economica è soprattutto la bassa scolarità. Il 9,4% della popolazione è priva del titolo di scuola secondaria di primo grado, dato che si colloca decisamente sotto la media torinese (3,5%).  Il grande assente ad Aurora è il lavoro. La mappa della popolazione disoccupata a Torino mette in luce valori critici nelle aree periferiche e in particolare in tutta la zona nord, dove numerose aree registrano tassi di disoccupazione ben superiori alla media del 9,8% del comune. Ad Aurora il tasso di disoccupazione è il 14%. 

Vanchiglia e Vanchiglietta. Quartieri giovani

E’ il territorio dove si muovono gli universitari, residenti e fuori sede, nell’area compresa tra la palazzina Einaudi, il CLE, e Palazzo Nuovo. Vanchiglia non è lontana da molte altre offerte formative di alta qualità, quale la scuola Holden a Borgo Dora. Questa conformazione ha permesso negli anni al quartiere di diventare prettamente “universitario” e, prima della pandemia, offriva una vivacità quotidiana interessante, tra aspetti positivi e più complessi, quale quello della gestione della movida e dell’ordine pubblico nelle ore serali soprattutto intorno a piazza Santa Giulia. “Ad abitare Vachiglia sono 18mila abitanti: il grande problema oltre alla movida è la carenza di verde – dice Deri – . Ciò è dovuto a vie molto strette, disegnate nell’ottocento da urbanisti che alla presenza del verde non davano molta importanza”.  La presenza di studenti favorisce il mercato degli affitti e la costruzione di palazzine a loro dedicate. “In Vanchiglia abbiamo la sede dell’Edisu, sul lungo Dora Siena a fianco all’Università abbiamo una piccola residenza, poi l’affitto dei torinesi agli studenti, con la messa a disposizione di alloggi spesso di anziani che non lo utilizzano più. Il territorio è così vissuto 24 ore da giovani. Ora col lockdown questa situazione è svanita ma speriamo che a primavera ritorni normale”.

Vanchiglietta invece, presenta un’estensione molto più ampia, e molto verde. Il territorio è costeggiato dai fiumi Dora e Po. Se Vanchiglia è il quartiere tra le Università, Vanchiglietta è quello tra i fiumi. Anche qui, gli abitanti sono 18 mila. L’arrivo di giovani è stato favorito dalla costruzione di nuovi insediamenti abitativi, la media dell’età dei residenti è intorno ai 45 anni.

La collina

Gli abitanti sono poco più di 7000, le case di pregio sono verso alla collina, borgata rosa e sassi; un po’ più popolare in barriera di casale ma nel complesso un tessuto ricco e vivace senza grandi problemi legati a microcriminalità o utilizzo improprio del tessuto urbano.

La pandemia e il virus dell’illegalità. Le fragilità di Aurora

Il lockdown ha cambiato la vita del territorio, incrementando la domanda di aiuto e di attenzione da parte delle fasce più deboli, ingrossate da coloro che hanno perso il lavoro, magari in nero, e che oggi sono esclusi dalla rete di aiuti governativi. Quello del lavoro “non regolarizzato” è una piaga che certamente ferisce tutto il territorio torinese e nazionale ma è più profonda laddove esistono sacche di povertà e difficoltà sociale: il lockdown, la perdita di precarie garanzie offerte dal sommerso, hanno aperto una voragine laddove già esistevamo problematiche.

“E’ evidente che il quartiere di Aurora sia andato in sofferenza. A aprile e maggio il Governo stanziò i buoni spesa e il comune li elargì in base alle necessità segnalate e alle domande – spiega il presidente –. A Torino ci sono 23 quartieri: il 9 per cento dei buoni  li ha presi  Aurora, il 10 Barriera di Milano. Due quartieri, da soli, hanno fatto praticamente il 20 per cento”.

Nella difficoltà, fatta di povertà e nuove solitudini “abbiamo avuto la conferma plastica di un tessuto associativo particolarmente forte – sottolinea Deri – . Si sono attivate le parrocchie, le associazioni del territorio, la Casa del Quartiere. Noi abbiamo fatto il bando “Circoscrizione 7 solidale” e abbiamo messo a disposizione 12.500 euro per l’acquisto di generi alimentari: hanno partecipato quattro realtà associative del territorio, si sono attivate le scuole e nessuno è rimasto privo dei generi di prima necessità. Molte associazioni hanno cominciato anche a distribuire i tablet per i bambini che non avevano possibilità di seguire la didattica a distanza.

Venti metri e un chilo di pane costa un euro in più

“In questi anni abbiamo spinto molto sul quartiere di Aurora perchè  ci rendiamo conto che le poche o tante risorse che ha a disposizione l’amministrazione debbano essere dirottati sui territori maggiormente in affanno che molto spesso hanno meno potere contrattuale” sottolinea Deri. Il potere contrattuale, così come lui stesso lo definisce è quella cassetta degli attrezzi in mano al cittadino per saper comprendere e muoversi di fronte ai problemi: se c’è un patrimonio di conoscenze e capacità, ci sono buone possibilità che la soluzione viene trovata. Altrimenti il bisogno viene semplicemente condiviso, al bar o sui social ma difficilmente si arriva a chi può mettere mano alla situazione, con il risultato che il disagio a volte dilaga, diventando rabbia. “Non devono esserci quartieri e cittadini di serie a e b, spesso il salto di serie lo si fa attraversando una strada. Un chilo di pane ha una differenza di costo fino a un euro, se si è in Rossini o in Aurora. Questo non è giusto” conclude Deri per poi aggiungere i fiori all’occhiello di questo territorio e l’impegno messo in anni di lavoro per riuscire a realizzare in un tessuto fragile, piccoli e grandi progetti che non siano solo speranza ma concretezza.

“Da gennaio se tutte le procedure andranno come devono, e non subiranno intoppi, partiranno i cantieri per il nuovo palazzetto dello sport di 400 posti, adibito a pallavolo, basket e calcetto, in via Carmagnola angolo corso Vercelli – annuncia il presidente – . Una struttura che ha questa disponibilità è importantissima per il territorio perché tutti i ragazzini potranno praticare sport in sicurezza. Se tutto andrà come deve, per la prossima stagione sportiva 21/22 ci sarà un palazzetto nuovo, aperto e in Aurora. In più, abbiamo i cantieri in partenza tra gennaio febbraio per un altro impianto sportivo, adiacente al cimitero, in via Varano: l’attuale campo sportivo si amplierà con uno spazio coperto e uno da calcetto”. E conclude: “Sullo sport abbiamo voluto fondare una delle nostre iniziative politiche, lo sport è iniziativa sociale che contrasta gli episodi di devianza, tonifica, vitalizza, riqualifica”.

Il comitato spontaneo di cittadini Aurora Vanchiglia: il trait d’union tra territorio e istituzioni

Il Comitato spontaneo cittadini è costituito 3 anni fa, conta di trecento iscritti ma la forza è almeno doppia, in quanto come sottolinea il presidente Gioacchino Perri “molte famiglie hanno un iscritto ma partecipano poi insieme alle attività. Dialoghiamo con le istituzioni, facendo richieste, mandando lettere e chiedendo interventi, cerchiamo di partecipare a tutte le commissioni, le riunioni del quartiere e della circoscrizione. Facciamo sentire la nostra voce e organizziamo attività”. Tutti i  venerdì volontari vanno ai mercati generali a prendere l’invenduto che viene donato per poi distribuirlo alle famiglie in difficoltà, segnalate dalla scuola Parini Aurora. “Sono le maestre che ci segnalano le famiglie bisognose e noi ci occupiamo della distribuzione”.

“Abbiamo ripulito i muri della scuola Parini più volte imbrattati vandali, con pennelli e vernici abbiamo risistemato tutto – aggiunge – , abbiamo organizzato momenti di festa e incontro ai giardini Alimonda, gli ultimi sono stati celebrati persino con l’annullo filatelico; abbiamo organizzato la “Festa dei vicini e quest’anno faremo per il terzo anno il presepe itinerante multietnico con Gesù, Giuseppe e Maria che rappresenteranno le diverse provenienze presenti sul territorio: non abbiamo ancora stabilito quali saranno le tappe, ma ci sarà.

I comitati spontanei nascono per essere occhi attenti su quanto accade nella vita quotidiana del territorio affinché le richieste all’amministrazione siano il più puntuali possibili. E i bisogni sottolineati da Perri sono chiari: “Vorremmo telecamere in particolare ai giardini Alimonda, dove comunque continuano ad esserci bande di minori che disturbano la notte, creando problemi; abbiamo chiesto la potatura degli alberi negli stessi giardini, affinché i lampioni possano far luce. In autunno cadono le foglie e va un po’ meglio ma in estate, con gli alberi rigogliosi, la zona è praticamente buia. Serve maggior manutenzione del verde. Senza illuminazione, il problema della microcriminalità si alimenta”.

In un quartiere fortemente multietnico, per Gioacchino Perri “Esiste solo la brava gente, le persone a posto, non i colori della pelle. Le famiglie per bene sono la maggioranza, ma per colpa di pochi la diffidenza cresce poi nei confronti di tutti. Bisogna potenziare il lavoro dei mediatori culturali per favorire convivenze”.

Se Perri avesse davanti il futuro sindaco della città “gli chiederei di venire in Aurora, di imparare come si vive qui, ascoltando la circoscrizione e il suo presidente perché è sul territorio e lavora vicino ai cittadini; il sindaco non deve venire solo a prendere i voti, deve venirci e viverlo, deve dare l’opportunità di tornare in Aurora serenamente”.

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