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martedì, 23 Luglio 2024

La Sardegna piange le sue vittime

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È stata una notte di duro lavoro per la Sardegna, che ancora non ha potuto fermarsi di fronte alla morte e alla devastazione provocati dal ciclone Cleopatra nel suo territorio. Continua l’allerta maltempo per l’isola, mentre si organizzano i primi dieci funerali delle sedici persone trovate senza vita fino ad ora. Scende però a 1.350 il numero degli sfollati assistiti in strutture di emergenza improvvisate quali scuole, palestre ed edifici parrocchiali. A Olbia attualmente sono ancora assistite 131 persone, 40 a Uras, 60 a Solarussa, 25 a Terralba, mentre altre due persone sfollate a Torpè si trovano ora in una residenza sanitaria assistenziale. E nel frattempo, come al solito, nel continente montano le polemiche.
Il “la” lo ha dato il ministro dell’ambiente Orlando ricordando, nel corso del suo intervento al consiglio dei ministri, come sia compito della Protezione civile nazionale e delle Regioni diffondere i bollettini meteo e, se necessario, diramare predisposizioni di allerta a livello locale.
«Sulla base di questo avviso – ha continuato il ministro dell’ambiente – il settore idrogeologico del centro funzionale centrale del Dipartimento ha predisposto le proprie valutazioni. Come risultato di questa valutazione, ha emesso un avviso indirizzato alla Regione in cui si indicava un’elevata criticità del rischio idrogeologico sui settori orientali e centromeridionali della Sardegna».
Ma il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, non accetta nessuna polemica sulle modalità di allerta e sulla tempestività dei soccorsi. Intervistato questa mattina a Gr1 ha detto «basta con le polemiche pretestuose» e ribadito che la protezione civile ha trasmesso l’avviso di allerta alle prefetture e alla Regione ben 12 ore prima dell’impatto del ciclone sull’isola.
«Chiedete a questi enti cosa hanno fatto – ha concluso Gabrielli, precisando – Il sistema di allertamento nazionale fa riferimento allo schema costituzionale: lo Stato dà le direttive, le Regioni le norme di dettaglio. Alcune regioni non si sono ancora dotate di un piano di pianificazione degli interventi. Ed io ripeto che le previsioni sono importanti, ma se non c’è pianificazione, tutto è inutile».
Nel frattempo anche il presidente del consiglio Enrico Letta, in una breve e dovuta parentesi rispetto alla discussione del caso Cancellieri che terrà occupato il Pd nel pomeriggio, è volato a Olbia per esprimere la vicinanza delle istituzioni alla Sardegna.
«Lo stato c’è e sta facendo il massimo – ha assicurato il premier, aggiungendo poi – Sono arrivato qui anche per incoraggiare il lavoro delle forze dell’ordine e delle organizzazioni di soccorso».
Nel corso della sua riunione con i vertici della protezione civile e con i rappresentanti degli enti locali sardi, Letta ha anche assicurato il presidente della Regione Ugo Cappellacci riguardo l’esenzione della Sardegna dal patto di stabilità al fine di concentrare le risorse economiche sulla ricostruzione.
«I 20 milioni di euro stanziati, ai quali si aggiungono i 5 sbloccati dalla regione, serviranno appena per il riaffacciarsi fuori dall’emergenza, ma per la ricostruzione saranno necessarie ben altre risorse», ha infatti spiegato Cappellacci. «Sicuramente sarò così» ha risposto Letta al termine del meeting.
Alessandra Del Zotto

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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