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martedì, 16 Luglio 2024

La prima settimana in maggioranza

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Federica Scanderebech
Quello che gli altri non dicono…è una frase fatta ma che mai come in questa occasione dice una grande verità!
La mia prima settimana in maggioranza l’ho vissuta come se fosse la prima settimana del liceo, tutto da capire e da imparare in silenzio, osservando e apprendendo le dinamiche.
In una settimana è cambiato tutto e mi sono trovata più volte a fare considerazioni ad alta voce in merito a quante cose succedono all’interno della maggioranza e che andrebbero raccontate ai giornali e ai cittadini tutti.
Lunedì scorso con grande emozione ho annunciato il mio ingresso al Gruppo del Partito Democratico in Sala Rossa, dopo il discorso è stato un susseguirsi di nuove esperienze e grandi emozioni.
Un grazie sincero a tutti coloro che mi hanno affettuosamente accolto, a tutti coloro che hanno espresso la loro ammirazione per questa mia scelta con chiamate, messaggi e strette di mano. Mi ha fatto estremamente piacere ricevere telefonate di assessori pronti a collaborare e dialogare per migliorare insieme la città, ma anche di semplici cittadini che hanno condiviso la mia scelta di crescita.
Ora la mia scrivania ha una vista che non si affaccia più su via Garibaldi dove il mendicante suonava canzoni della tradizione italiana, ma su piazza Palazzo di Città, dove posso sbirciare da lontano la stanza sempre illuminata del Sindaco, dove comunque quei suoni della fisarmonica non vengono uditi, ma tutti i colleghi del gruppo del Pd ben li conoscono e ben sanno cosa c’è alla spalle di quello strumento musicale. Infatti, con molto stupore mi sono accorta di come nulla sfugge ai colleghi del gruppo del Pd, che siano cose positive, ma soprattutto negative, chi avrebbe mai detto che in maggioranza parlano del problema dei rom più della Lega?!
Con molto stupore mi sono accorta che all’interno del gruppo Pd e della maggioranza si dialoga costantemente, anche in maniera animata e poco composta, ma solo per la passione che fa surriscaldare gli animi di molti colleghi che davvero ci tengono alla nostra Torino. Sono punti di vista diversi che mai avevo avuto modo di capire dall’esterno. È un susseguirsi di riunioni costanti, esiste per davvero anche la riunione di Gruppo del lunedì per decidere cosa votare in aula durante il Consiglio. A turno un consigliere si prende l’incarico di dirigere gli interventi della riunione in maniera molto formale quasi come se fosse una commissione consiliare pubblica, poi c’è spesso chi sgarra, ma non perché è indisciplinato, ma per la voglia di fare, di proporre e di avere un confronto. Si parla tanto in quelle stanze, di tutto e di più e il rapporto umano che i colleghi hanno instaurato tra loro rende tutto piacevole e produttivo. In queste riunioni partecipano gli assessori e spesso anche il sindaco, tutti quindi dialogano tra loro in maniera costruttiva anche col Consiglio, seppur la dialettica politica dell’opposizione tende a negare e sminuire sempre questo confronto realmente esistente.
Al primo impatto, negli uffici del gruppo Pd, spogli e senza mobilia, la prima domanda che mi sono posta è stata: “Ma come mai sono così vuoti? Forse non ci sarà mai nessuno in questi uffici?! Ma non ci lavorano?!”.
A distanza di poche ore però, ho dato risposta al mio dubbio “esistenziale”: la maggior parte dei consiglieri è anche presidente di Commissione e in qualità di ciò ha degli altri uffici al terzo pian, invasi di carta, archivi, armadi, e scrivanie che strabordano; al terzo piano si può davvero testare con mano il lavoro dei colleghi e delle Commissioni. E allora chi rimane al gruppo al secondo piano? La retorica risponderebbe “nessuno” e invece quegli uffici sono sempre pieni di consiglieri che come formiche in vista dell’inverno lavorano nascosti e silenziosi alla ricerca di proposte, di notizie, di idee e approfondimenti. Ed ecco che finalmente entro negli uffici dove posso sempre trovare qualcuno con cui parlare e confrontarmi, qualcuno con cui risolvere insieme anche solo le piccole cose, qualcuno con cui si possa davvero lavorare per il bene comune di tutta Torino con passione e capacità professionale e intellettuale.
Così ieri, quasi a copletare il rito di passaggio, è cambiato anche il mio solito posto in Sala Rossa, nel quale ormai mi sentivo perduta e anche un po’  isolata.
Da oggi però, al fianco dei colleghi Altamura e Sbriglio avrò certamente molto da imparare e nuovi spunti per scrivere un nuovo capitolo della mia vita a Palazzo di Città perché adesso, è giunta davvero l’ora di lavorare ma senza mai smettere di imparare.

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