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martedì, 16 Luglio 2024

La generalissima

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Da quando è ritornata dalla sua visita lampo a Madrid, che le ha evitato la noia dei convenevoli d’inizio G7 a Venaria Reale, nostra signora Appendino sembra essersi trasformata. Pare sia stata folgorata dal soprannome attribuito al Caudillo, al secolo Francisco Paulino Hermenegildo Franco y Bahamonte:  il generalissimo.

Qualcuno avrebbe cercato di spiegarle con tatto che non era certo quello il “nickname” migliore di cui invaghirsi e declinare al femminile, anche se si milita nel Movimento sociale cinque stelle. Il generalissimo Franco, morto nel 1975, dopo aver governato con il terrore la Spagna per quarant’anni, aveva sulla coscienza almeno un milione di caduti nella guerra civile che aveva scatenato con il suo Tercio, ribellandosi alla legittima repubblica spagnola nel 1936. Tutto inutile. La sindaca, di quel grado si sarebbe invaghita come un’adolescente.

Del resto, quale donna potrebbe mai resistere al fascino di essere chiamata “generalissima”, dopo aver imposto “sindaca”? Lei proprio no. Ed è qui, che si è registrato il primo miracolo del suo personalissimo anno II dell’Era grillina. Da lunedì pomeriggio la generalissima parla.

Non mostra la loquacità di uno Sgarbi, per nostra fortuna, ma neppure si abbiocca con quelle pause che ricordano le migliori stagioni del leader socialista Bettino Craxi, in cui tra un pensiero e l’altro, c’era lo spazio di un caffè. Insomma, uscita dal mutismo, scambiato dalle malelingue per autismo politico, ha trovato una sonora via di mezzo, che se non altro la distrae dalla compulsiva ansia da sms con cui tormenta  il suo staff.

Parla e soprattutto ringrazia. Lo ha fatto con i ministri del G7, con il Questore di Torino durante la visita alla nuova sala controllo della polizia. Ma il miracolo più espressivo è avvenuto in coincidenza dell’ultimo sondaggio di Monitor Index Research riservata ai sindaci italiani, che la vede piazzata al 21° posto, con una fiducia del 58 per cento, terza dei suoi colleghi delle grandi città, alle spalle di Firenze e Venezia.

Un risultato davvero lusinghiero, anche se ha perduto 11 posizioni, su cui la generalissima ha civettato con soave distacco: “Sono sempre solo numeri”. Speriamo per lei che la pensino allo stesso modo i giudici della Corte dei Conti che tra venti giorni esamineranno i numeri del suo bilancio ancora da approvare. Altrimenti, il rischio di essere degradata a “caporala” è dietro l’angolo…

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