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mercoledì, 17 Luglio 2024

“La Farfalla Granata”, tifosi delusi da un Meroni poco intenso

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Per molti la delusione è stata proporzionale all’attesa. Ieri sera, dopo la messa in onda della tanto sospirata fiction “La Farfalla Granata” sulla vita del calciatore del Torino Gigi Meroni, scomparso tragicamente a soli 24 anni il 15 ottobre 1967, non si placavano i commenti contrariati per quanto trasmesso dal televisore di casa.
Molti infatti si aspettavano di vedere, per quanto romanzata, la storia di Meroni, i suoi gol, la sua vita sul campo. Quello che hanno trovato è stata una storia d’amore, una bellissima storia d’amore, particolare e coraggiosa, ma i cui protagonisti erano solo incidentalmente Gigi e Cristiana. Mancava il carisma di Meroni, la sua grande forza calamitante dentro e fuori dal campo, e anche l’intensità dell’amore infinito tra Gigi e Cristiana: non era solo una questione di piedi, ma di cuore. Cuore che nella fiction mancava un po’. Ne è venuto fuori un Meroni un po’ debole, non particolarmente interessante o accattivante. Certo, non è facile replicare una personalità come la sua sullo schermo, concentrare tutto in un’ora e mezza senza perdere qualcosa per strada.
Ma, nonostante il film si intitolasse “La Farfalla Granata”, di granata c’era ben poco. Il Toro e i suoi tifosi sono stati poco più di una comparsa, e forse questo ha fatto perdere qualcosa alla storia raccontata. Perché il popolo del Toro è una presenza viva e vibrante, attaccatissimo a quel giovane estroso, tanto che le immagini originali mostrate in coda al film, con migliaia di persone ai suoi funerali con le lacrime agli occhi, rendevano la vera potenza del personaggio e del suo carisma infinito, del suo fascino.
In molti sono rimasti delusi, e tra questi anche Alessio Cerci, centravanti del Toro di oggi, che sulla sua pagina Facebook ha scritto: «Quando i tifosi del Toro mi parlano di Meroni trasmettono molto ma molto di più rispetto al film di stasera. È dai loro racconti che capisco l’affetto che provavano per lui. Ciao Gigi da tutti noi!».

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