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domenica, 9 Maggio 2021

Il grido d’aiuto dei commercianti torinesi

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Sono scesi in piazza un’altra volta i commercianti di Torino, per continuare a ribadire le loro difficoltà nonostante la zona arancione che ha permesso alcune riaperture. Circa duecento esercenti del mondo della ristorazione, del catering e del turismo. 

Più certezze è quello che chiede Ascom Torino, attraverso la presidente Maria Luisa Coppa. “Abbiamo bisogno che le istituzioni e il governo ci siano vicini, altrimenti sarà una situazione disperata. Abbiamo bisogno di aiuto”. “Si sono persi 180 miliardi a livello nazionale, secondo i dati di Confcommercio, i ristori sono valsi 37 miliardi, quindi 143 miliardi sono stato sulle spalle imprese e sull’esposizione bancaria”, ha sottolineato Coppa. 

“Ci devono venire incontro, le nostre imprese non vogliono chiudere, non vogliono il reddito di cittadinanza, vogliono lavorare, vogliono dimostrare che il terziario è un grandissimo settore con una grandissima capacità di farcela. Siamo un paese turistico. A Cirio chiediamo attenzione sulla promozione turistica. Anche sul turismo il Piemonte e Torino ce la possono fare. Siamo imprenditori coraggiosi e seri”.

Ma soprattutto le imprese di Ascom chiedono certezza per poter programmare il futuro:  “Vogliamo una data certa per ripartire. Basta pronostici. Abbiamo bisogno di lavorare”. Lo chiedono i lavoratori del mondo del commercio e del turismo che protestano a Torino.

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