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venerdì, 19 Luglio 2024

Il centro sostiene Lo Russo ma nelle periferie vince Damilano

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Anche questa elezione non ribalta l’immagine di una Torino spaccata e divisa in due, dove la linea di demarcazione è ben netta. Perché se a un terzo dello spoglio delle schede Stefano Lo Russo è ben in testa in molte circoscrizioni sono due i territori in cui non riesce a sfondare. 

La Circoscrizione 5 (Madonna di campagna e Vallette) e la Circoscrizione 6 (Barriera di Milano).

I quartieri più popolosi e poi periferici, quelli che da anni sono ritenuti tra i più difficili e problematici in città. Gli stessi che nel 2016 scelsero il Movimenti 5 Stelle di Chiara Appendino e che ora virano sulla destra che sostiene Damilano. Non tanto il candidato sindaco ma le liste che lo sostengono, in particolare Fratelli d’Italia e Lega. Nella sola Barriera Meloni e Salvini staccano il Partito Democratico di oltre 500 voti.

E in generale la coalizione di Damilano supera quella di centrosinistra di quasi 10 punti percentuali. Negli stessi quartieri anche il Movimento 5 stelle con Valentina Sganga supera la media del resto della città.  

Insomma, la sensazione è che la città resta divisa e a chi sarà il nuovo sindaco il compito di provare a ricucirla. 

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